Le liste di proscrizione di Lerner contro i giornalisti ‘populisti’

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Gad Lerner per il Venerdì di Repubblica ha stilato nei giorni scorsi una sorta di lista di proscrizione di giornalisti, parlando di una serie di giornalisti che nel 1938, l’anno delle leggi razziali, scrivevano sul giornale La Difesa della Razza.

I loro nomi, scrive Lerner, “sono tuttora evocati con ammirazione dall’intellighenzia filogovernativa: Telesio Interlandi, Giovanni Preziosi, Giorgio Almirante, Julius Evola…“. Poi Lerner va avanti, concludendo il suo pezzo con un paragone tra i nomi citati e i giornalisti che attualmente sarebbero i “difensori della razza italiana”. Ecco il passaggio dell’articolo di Lerner: “Ebbene, lasciatemelo dire, infine: i vari Paolo Del Debbio, Giuseppe Cruciani, Mario Giordano, Maurizio Belpietro, Vittorio Feltri più altri epigoni minori, non sono forse i Telesio Interlandi, Giovanni Preziosi, Giorgio Almirante, Julius Evola, ovvero i difensori della razza dell’Italia di oggi? Un applauso alla loro temerarietà, tanto i posteri non gliene chiederanno mai conto”.

Intanto, a difendere l’italianità non si alcun reato: né legale, né morale o etico. Come non lo si fa in Israele, dove la difesa dell’identità ebraica è nella costituzione. E poi, perché ad uno che stila liste di proscrizione si permette di tornare in Rai?

Anche Giampiero Mughini si è indignato per queste liste di proscrizione che hanno accostato Maurizio Belpietro, Mario Giordano e altri giornalisti a nomi del passato legati al fascismo: «Elenchi idioti e sfacciati: paragonare le leggi razziali del 1938 al decreto sicurezza di Salvini è da terza media». No, è da ricovero coatto.




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