Hamed sfrontato dal giudice, non poteva essere espulso perché “richiedente asilo” – VIDEO

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Tunisino. Algerino. Marocchino. Ha bruciato due povere donne e ha sette identità diverse. In tasca ha un decreto di espulsione firmato dalla questura di Roma datato 14 maggio 2019. Ma aveva chiesto ‘asilo’.

Hamed è rimasto in silenzio davanti al giudice. Clandestino, era stato ufficialmente espulso da territorio nazionale lo scorso 20 maggio. Ma pendeva la sua richiesta d’asilo:

La procedura per l’allontanamento dal territorio nazionale del giovane ritenuto responsabile dell’incendio alla sede della polizia municipale di Mirandola (Modena) «ha preso le mosse il 14 maggio scorso», quando, all’esito di un controllo eseguito presso la stazione Termini di Roma, il ragazzo ha dichiarato di essere un algerino ventenne; l’Ufficio immigrazione romano, in ossequio alle disposizioni vigenti, gli ha dunque notificato una «intimazione a lasciare il territorio nazionale».

Lo specifica il comando provinciale dei carabinieri di Modena, aggiungendo che il giovane, attraverso esami medici, è stato identificato «in un magrebino appena 18enne». Dopo l’intimazione, «essendo trascorsi inutilmente i sette giorni durante i quali avrebbe dovuto lasciare l’Italia, il 20 maggio 2019 è stato emesso l’ordine di espulsione».

E’ chiaro che le espulsioni non funzionano. Ma M5s e Quirinale rallentano l’approvazione del decreto sicurezza bis, che le accelererebbe.

Sia chiaro, non sarebbe la soluzione, ma un passo verso la soluzione. La soluzione sarebbe un piano di rimpatrio di massa a livello militare. Con clandestini come questo, la cui nazionalità è sconosciuta, parcheggiati in cambi di contenimento in paesi terzi: come fa Israele con l’Uganda.




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