Clandestini: test Dna rivela che il 30% arriva con bambini non propri

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Una recente serie di test del Dna ha rivelato che circa il 30 percento dei clandestini che varcano illegalmente il confine tra Messico e Stati Uniti con quelli che spacciano per i loro figli, così da evitare poi l’espulsione, non sono i veri genitori dei bambini. Questo mette in evidenza un problema di cui si era già parlato anche in Europa: potrebbero rapire bambini durante il viaggio e poi spacciarli come loro per usarli come ‘scudi umani’.

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«La cosa è piuttosto preoccupante. Si tratta forse di padrini o genitori adottivi? Non è questo il caso. Sono persone presentatesi mendacemente come famigliari», ha detto la fonte ai media americani.

In alcuni casi, quando è stato chiesto ai ‘genitori’ di fornire un campione di saliva per verificare il loro legame con i bambini, questi si sono rifiutati e hanno ammesso di non avere alcun legame familiare con i minori. I test sono stati condotti dall’Immigration and Customs Enforcement (Ice).

Il Dipartimento della Sicurezza Interna (Dhs) dovrà quindi analizzare i risultati e decidere se includere o meno questo strumento all’interno di un più ampio pacchetto per gestire l’attuale crisi delle frontiere statunitensi.




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