Visite gratis ai filippini, così il PD fa campagna elettorale per le Europee

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Grave denuncia di Stefano Bargi, consigliere regionale della Lega in Emilia e Romagna, che ha depositato una interrogazione su quanto accaduto a Modena.

“Uno screening cardiovascalare gratuito per alcune centinaia di persone appartenenti alla comunità filippina”. Se fosse stato solo per italiani avrebbero gridato al razzismo!

L’iniziativa “era stata pubblicizzata nei giorni scorsi da una locandina in lingua inglese recante il logo del Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna con la dicitura: Cardiac prevention care for Filipinos”, spiega il consigliere “l’elenco degli esami indicati nella locandina prevedeva: Blood Pressure, Electrocardiogram, Cardiologist Check-up, Nurses (Filipino & Italian), Italian Cardiologist, ma la sorpresa per chi si è recato sul posto è stata trovare esposti i cartoncini elettorali di Modena Solidale, una delle liste in sostegno del sindaco uscente Giancarlo Muzzarelli”. E della Kyenge.

Nella sua richiesta di chiarimenti alla Regione Bargi sottolinea che “non sono note le ragioni di questo protocollo sanitario riservato alla comunità filippina, mentre “sul sito internet dell’AUSL di Modena è chiaramente indicato il divieto a tutti i dipendenti di svolgere attività di propaganda elettorale servendosi degli strumenti dell’Azienda sanitaria”.

Per il consigliere “è dunque necessario fare immediatamente chiarezza sulle ragioni per le quali sia stato riservato uno screening cardiovascolare gratuito alla comunità filippina e perché lo stesso trattamento non venga riservato alle altre comunità straniere presenti nella nostra regione o alle categorie più fragili della nostra comunità”.

L’episodio risale a due giorni fa, ma aldilà dell’iniziativa razzista contro gli italiani, ormai abituati ad essere messi in secondo piano dove governa il PD, quello che risulta da chiarire è proprio l’aspetto legato alla propaganda elettorale.

Le foto diffuse, infatti, mostrano che sul tavolino della “reception” improvvisata per le persone in fila per lo screening erano presenti i “santini” elettorali di Maria Elisabetta Vandelli (Modena Solidale) e di Cecile Kyenge (Pd).

Inevitabilmente il parallelismo va a quanto accaduto cinque anni fa, in occasione delle primarie del Partito Democratico per la scelta del candidato sindaco, vinte da Gian Carlo Muzzarelli su Francesca Maletti. In quella circostanza la comunità filippina partecipò “in massa” alle consultazione interne dei democratici, forte di un rapporto consolidato tra alcuni esponenti del partito e i rappresentanti degli immigrati. Anche in quella circostanza non mancarono le polemiche e le accuse di voti “pilotati”.

«Il significato politico di quanto accaduto – ha detto il candidato sindaco del centrodestra Stefano Prampolini – è uno solo: pur di ingraziarsi la comunità filippina il nuovo modello amministrativo Pd è diventato ‘prima i filippini’. E i modenesi possono stare in coda». Rincara la dose Valentina Mazzacurati di Siamo Modena: «Casualmente – sottolinea – al tavolo di registrazione per l’esame c’erano i cartoncini elettorali di una candidata di Modena Solidale, lista che, come noto, è nella coalizione di centrosinistra a sostegno di Muzzarelli». «Chiediamo – chiude il candidato leghista al consiglio comunale Stefano Versace – di sapere immediatamente chi ha pagato».

Il Pd vuole sostituire gli italiani con gli immigrati. E poi usare il voto etnico per renderli irrilevanti alle urne.




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