Va ad aiutare gli africani, suora decapitata

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Una suora di 77 anni è stata selvaggiamente uccisa lunedì mattina nella Repubblica centrafricana.

Suor Ines Nieves Sancho è stata decapitata nel villaggio di Nola, presso Berberati, dove insegnava alle ragazze africane a cucinare e come fare a crearsi un futuro migliore.

Apparteneva alla piccola comunità locale delle Figlie di Gesù. Si ipotizza che l’omicidio sia legata al traffico illegale di organi. Ma è possibile si tratti anche di islamici, visto che il Paese è scosso da una brutale guerra etnica tra islamici e ‘cristiani’ (in realtà un Cristianesimo sincretico).

La molisana Suor Elvira Tutolo, delle Suore della carità di santa Giovanna Antida Thouret, che opera da 18 anni nella missione del paese africano, a Berberati, racconta: “C’eravamo viste a Pasqua e lei non era voluta venire via. Diceva: ‘Non sono sola! Ci sono le ragazze”. Ma ci sono anche gli africani.

Nella notte fra domenica e lunedì gli assassini sono entrati nella sua stanza, l’hanno rapita e portata proprio nei locali dove insegnava il cucito ed è qui che l’hanno decapitata.

La Repubblica Centrafricana è preda di una guerra etnica, brutale come solo le guerre etniche africane sanno esserlo, ormai da anni. Tra due etnie che in nome della rivalità etnica hanno scelto due religioni diverse: l’Islam e una sorta animismo cristiano che i media confondono per ‘cattolicesimo’.

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Eppure, dalla RC non arriva praticamente nemmeno un profugo. Nonostante migliaia di morti e centinaia di migliaia di sfollati.

Perché non salgono sui barconi i profughi, ma i clandestini senegalesi e nigeriani.




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