Sea Watch, il comandante traditore provoca: “Li riporterei in Italia”

Condividi!

L’interrogatorio dei magistrati di Agrigento al comandante della Sea Watch, lo scafista umanitario Arturo Centore, unico indagato per l’ultimo sbarco, è durato oltre 7 ore. Un interrogatorio fiume.

All’uscita, come una star, il trafficante umanitario provoca: “Rifarei tutto”.

“Sì, rifarei tutto – risponde Centore ad una specifica domanda – Rifarei tutto quello per la quale mi indagano perché di mezzo c’erano vite umane”.

C’erano vite umane anche quando li ha prelevati appena arrivato in acque libiche – il caso! – e poi, invece di portarli nella vicinissima Tunisia, hai passato due giorni in mare per scaricarli in Italia.

Questo Centore ha un aggravante rispetto ad altri: è italiano. Quindi è un traditore. Fosse per noi, non uscirebbe più dal buco più profondo di un carcere.




Un pensiero su “Sea Watch, il comandante traditore provoca: “Li riporterei in Italia””

Lascia un commento