Spacciatori nigeriani sui barconi: dalla Libia carichi di droga

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Fermati in stazione con 15 chili di droga e in tasca la solita richiesta di asilo. Perché bastava fare richiesta, e il PD ti trasformava da clandestino in richiedente asilo: bello, no? E poi ti dava la protezione umanitaria, anche se eri nigeriano o pakistano.

Oggi la protezione umanitaria non la prendi più. Manca però una cosa: dovrebbe essere automatico, invece ci vogliono mesi per capire che in Nigeria non c’è la guerra.

Destinazione dei due profughi una delle basi dello spaccio in città; provenienza ignota, forse la vicina Verona, la roccaforte della cult Eiye, che ha il controllo del Veneto.

E’ di ieri pomeriggio, venerdì, l’ultimo colpo assestato dalla squadra mobile vicentina alla mafia nigeriana ma, come sanno gli inquirenti, si tratta di una piccola goccia nel vasto mare criminale che è sotto il controllo di questa organizzazione altamente verticistica, violenta e senza scrupoli, che negli ultimi 30 anni si è andata sempre più rafforzando in alcuni paesi europei (ma anche oltreoceano), Paesi Bassi, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Belgio, oltre all’Italia. Le mani dei boss, che risiedono nei Paesi d’origine, quindi Nigeria, Benin e Ghana, gestiscono miliardi di euro, frutto del traffico di droga e di esseri umani e dello sfruttamento della prostituzione.

Il capoluogo berico non è tra le città venete a più alta infiltrazione – Verona, Padova e Venezia – ma, rileggendo le cronache degli ultimi 10 anni, non può non saltare agli occhi come la percentuale di arresti e fermi tra la comunità nigeriana residente in città sia un dato di spicco. Da quando emerge, la presenza all’ombra di Monte Berico, è legata ai gradini più bassi della struttura, dove il “criminale” è spesso “vittima”.

Dal barcone alle bici – I piccoli spacciatori vengono assoldati nei centri di accoglienza. L’arruolamento può avvenire direttamente in Libia: anzi, diciamo pure che in Libia li porta direttamente la mafia nigeriana.

A questo punto, c’è da chiedersi: non è che finanzia anche le ong, così troppo fissate nel traghettare clandestini in Italia?

“responsabile” smista letteralmente i migranti nelle varie città della rete e dà loro un contatto sicuro. Si tratta di una persona già da tempo in Italia, a volte regolare e spesso “insospettabile”.

Probabilmente è da un appartenente a questa tipologia che si stavano recando i due arrestati di venerdì. E’ del 27 marzo scorso l’arresto di un 31enne con in casa oltre 10 chili di marijuana, sulla quale la mafia nigeriana ha praticamente il monopolio, occupandosi della produzione e della spedizione via nave. In questi lindi appartamenti avviene il confezionamento della sostanza e ha il via la microrete di pony express.

La donne, spesso anche prostitute, vengono reclutate nei villaggi di origine, vengono spesso utilizzate come “ovulatrici” al momento dell’imbarco (oltre alla Nigeria, anche la Libia è punto di partenza della droga), per poi subire lo sfruttamento lungo le nostre strade. Chi ce la fa può diventare “maman” e passare da vittima a carnefice, salendo la sanguinosa piramide criminale della piovra nera.

Tutti sono tenuti sotto lo strettissimo controllo dei vertici tramite l’attuazione d violente pratiche che si ispirano al Voodoo e con minacce reali di ritorsioni nei confronti dei famigliari rimasti in patria. Questo aspetto, emerso in numerosi rapporti investigativi europei, è stato confermato dalle drammatiche testimonianze dei primi pentiti, dopo un’operazione a Ballarò, in Sicilia, dove governa la Black Axe.

Li ha portati il Pd. Ne ha traghettati 100mila negli anni di governo. E nessuno indaga il Partito Democratico, che andrebbe sciolto per quello che ha fatto all’Italia.




2 pensieri su “Spacciatori nigeriani sui barconi: dalla Libia carichi di droga”

  1. Pidioti di merda.Avete rovinato e distrutto la mia Patria.Dio vi stramaledica da vivi e da morti.Nessuno mi può impedire di dire quello che penso Nemmeno Facebook nonostante le minacce ricevute per un mio post pubblicato.E allora che cancellino il mio account perché NON LA FINIRO’ MAI E POI MAI DI ESTERNARE IL MIO PENSIERO.PIUTTOSTO LA MORTE.FOTTETEVI IL CULO.

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