‘Rassismo’ a Milano, genitori al cestista 13enne: “Negro di m…”

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Prima di addentrarci nella spassosa vicenda: non si offende, a prescindere dall’identità dell’individuo.

Lo scrive su Facebook la ‘madre’ di un ragazzo africano che partecipava a un triangolare al Centro Schuster di Milano: “Mio figlio è stato adottato in Etiopia. È italiano dalla pelle nera”. E’ un africano adottato, non è ‘italiano’.

Detto che le offese non dovrebbero essere fatte a nessuno, nero, bianco o giallo che sia, questo esibizionismo è tipico di chi va in Africa a razziare bambini. C’è una volontà di apparire che, purtroppo, travalica un’indignazione genuina. In certi contesti si sentono dire cose di tutti i colori, e ‘negro di merda’ non è certo diverso da ‘pezzo di merda’. Tutte e due offese volgari ma null’altro.

Vuoi aiutare dei bambini? Adottali a distanza. Ne puoi aiutare 3 invece di 1. E lo lasci nel suoi ambiente, con la sua gente. Dove crescerà più sereno e non avrà problemi di ambientamento. Le adozioni internazionali – non parliamo di chi adotta un europeo – sono un crimine contro l’umanità. E contro il tuo Paese, perché, in genera, vengono fuori disadattati che cresciuti creano problemi.




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