SeaWatch entra in acque italiane: è terrorismo umanitario

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Sea Watch sta dando seguito alle minacce:

SeaWatch punta Lampedusa: “Entreremo in acque italiane”

Pochi minuti fa, alle ore 15:10.

Quello di Sea Watch è un vero e proprio attacco militare con altri mezzi: clandestini al posto di bombe.

L’imbarcazione è già entrata in acque italiane, in aperto contrasto con quanto chiesto dal governo.

Fonti del Viminale affermano che “il ministero dell’Interno si è già pronunciato: ha considerato la Sea Watch3 ‘non inoffensiva’ a norme di quelle stesse convenzioni internazionali che vengono spesso invocate, anche a sproposito”. Le stesse fonti dell’Interno evidenziano come il dicastero guidato da Salvini abbia già diffidato la SeaWatch3 a entrare nelle acque italiane e ribadiscono: “Il ministero dell’Interno non cambia idea e non autorizza lo sbarco. Se qualcuno non è d’accordo si prenda la responsabilità pubblica di dirlo e di autorizzarlo. Li consideriamo complici dei trafficanti: abbiamo buoni motivi per pensarlo e per dirlo”. A chi si riferisce?

Non sono certo soccorritori, e questo lo si è sempre saputo. Ma non sono nemmeno solo dei trafficanti umanitari: sono degli eversori al servizio di qualcuno che vuole condizionare la democrazia italiana.

Questo non è neanche più un atto di pirateria o traffico di clandestini: questo è terrorismo.

E’ evidente l’intento di rovesciare la sovranità popolare imponendo una politica migratoria straniera all’Italia.

Una ong tedesca al soldo di chissà chi, sicuramente finanziata anche da Soros, che il giorno del grande raduno sovranista di Milano sferra un attacco alla sovranità nazione: non è un caso.




Un pensiero su “SeaWatch entra in acque italiane: è terrorismo umanitario”

  1. ma non siamo nemmeno capaci di bloccare una barchetta che viola le nostre acque nazionali portando clandestini? e ci vogliamo atteggiare a potenza mondiale? Ma per favore ……

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