SeaWatch tenta ingresso in acque italiane: Salvini manda i militari, ritirata

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Questa mattina è stato necessario l’intervento di una unità della Guardia Costiera e di una motovedetta della Guardia di Finanza.

I militari hanno raggiunto la nave diretta a Lampedusa, per diffidarla dal fare ingresso nelle acque territoriali italiane.

Proprio a Lampedusa sono, peraltro, presenti i pm della procura di Agrigento che oggi interrogheranno il comandante e il capo missione della Mare Jonio, che è sotto sequestro dopo lo sbarco dei giorni scorsi. Insomma il braccio di ferro tra la ong e il Viminale prosegue. La Sea Watch ha chiesto un porto sicuro anche a Malta ma ha ricevuto un secco “no”.

Intanto, a bordo conto il malloppo:

“Per i trafficanti di esseri umani i porti italiani sono e rimangono CHIUSI.
E se qualche procuratore vuole indagarmi o processarmi anche per questo, faccia pure! Per difendere l’Italia e gli Italiani, non ho paura di niente e di nessuno”, ha ripetuto Salvini.




Un pensiero su “SeaWatch tenta ingresso in acque italiane: Salvini manda i militari, ritirata”

  1. Spengono il trasponder ogni volta che arrivano vicino alla Libia, possibile che non si riesca a configurare alcun reato ? Invece di recarsi in Tunisia o Malta (visto che per loro la Libia non ha porti sicuri) vengono in Italia, possibile che di fronte ad un atteggiamento fuorilegge cosi’ lampante non si riesca a fare nulla ?

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