Conte disarma i soldati italiani: “Andranno nelle retrovie a parlare di pace”

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L’abbiamo detto in tempi non sospetti: Conte è un infiltrato di Sant’Egidio. Inadatto a ricoprire il ruolo in un governo sovranista.

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L’ultima sua uscita è ridicola. Ad Arezzo ha fatto sapere che lo Stato rinuncerà all’acquisto di cinque nuovi fucili per un progetto di formazione: una borsa di studio della World House – Studentato Internazionale di Rondine Cittadella della Pace per la campagna “Learders for peace”.

“Può sembrare che siano pochi – ha detto Conte – ma non è stato semplicissimo, c’erano poste di bilancio già fatte. L’amministrazione della Difesa ha lamentato che ci sarebbero state cinque persone senza fucile. Ho detto: ‘Va bene, andranno nelle retrovie a parlare di pace’. Ringrazio il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta”.

Certo, andiamo a parlare di pace ai terroristi islamici.

Franco Vaccari, fondatore della Cittadella per la pace, ha ringraziato Conte: “L’Italia è il primo governo che accetta e appoggia la nostra proposta. Lei con la sua adesione fa la storia della pace del pianeta”. Il premier ha subito osservato: ”Non so se farò la storia. Sinceramente, però, mi è piaciuto molto il vostro manifesto, la vostra iniziativa. E chi ha responsabilità di vertice, deve fare dei gesti concreto. E oggi noi lo facciamo”. Certo, un laureato in filosofia della pace. Un altro buonista pronto a dare il culo.

L’esercito italiano ha bisogno di modernizzarsi. Non ci serve un esercito numericamente ampio per andare a portare la cazzo di democrazia in giro per il mondo. Ci servono soldati addestrati e pronti ad agire per difendere i confini dagli invasori di oggi: gli immigrati.




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