Toga rossa difende elemosiniere: “Dire prima italiani è bestemmia”

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All’assemblea pubblica indetta lunedì scorso nel palazzo occupato da centinaia di immigrati, al quale il cardinale elettricista Konrad Krajewski ha ridato corrente, a spese vostre, lui non c’era.

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C’era invece il vicepresidente emerito della Corte Costituzionale, tal Paolo Maddalena, a difendere le ragioni dei 450 abusivi che dal 2013 vivono nell’ex sede Inpdap. E che fatturano – ma senza pagare tasse – 250mila euro l’anno.

Il Giornale lo ha intervistato. E’ un delirio.

Professor Maddalena, perché un uomo di diritto difende un’occupazione abusiva?
“Perché c’è ancora la convinzione che la proprietà privata sia quella scritta nell’articolò 832 del codice civile, secondo il quale il proprietario gode e dispone della cosa in modo pieno ed esclusivo.”

Cosa ci è sfuggito?
“Che l’articolo 42 comma 2 della Costituzione ha modificato questa definizione stabilendo che la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge allo scopo di assicurarne la funzione sociale.”

Quindi?
“Quindi il bene abbandonato non appartiene più al proprietario nominale ma alla comunità che risiede nel luogo dove la cosa si trova.”

Ma è un esproprio…
“No, chi parla di esproprio è seguace del pensiero unico dominante del neoliberismo, secondo cui la ricchezza deve rimanere nelle mani di pochi.”

Cosa pensa del gesto di Krajewski?
“Io dico che il cardinale ha fatto un’opera coraggiosa e legittima. Non lo si può accusare di aver compiuto un atto illegale.”

Perché?
“Perché è andato contro ad una legge (la Lupi-Renzi, ndr) contraria alla Costituzione, che viola diritti fondamentali come quelli alla luce e all’acqua. Quindi l’elemosiniere ha ricostituito la legalità costituzionale. Sarebbe assurdo se un giudice lo condannasse.”

In che senso?
“Basti pensare che il decreto sicurezza toglie il principio di umanità dall’ordinamento giuridico. Non lo può togliere, perché l’ordinamento giudico non lo fa Salvini, e dire prima gli italiani è una bestemmia. Stiamo ridiventando barbari.”

Questa intervista dimostra alcune cose. La Corte Costituzionale è la ridotta della resistenza al cambiamento. Un organismo anti-democratico che lede la sovranità popolare.

Dimostra anche che la democrazia è a rischio. Perché un’idea minoritaria nel Paese, è maggioritaria negli anfratti che controllano il funzionamento dello Stato.

E’ difficile dire se la magistratura è riformabile o se sarà necessario un atto forte per renderla rispettosa della sovranità popolare.

Quel che è certo è che serve una legislatura rivoluzionaria e costituente per riscrivere la Costituzione. Quella attuale fa abbastanza schifo.

Ah, al boiardo di Stato: bestemmia e perversione è quello che pensate – eufemismo – voi. In natura, il simile ama il simile. E l’uomo ama il prossimo suo come se stesso. Che è l’equivalente evangelico di ‘prima gli italiani’.

Forse è tempo di imbracciarlo.




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