Profugo nigeriano pesta poliziotti, toga rossa lo scarcera

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È finito in manette a Marghera (Venezia) con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, ma la solita toga rossa lo ha liberato.

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Protagonista un profugo nigeriano di 24 anni, con permesso di soggiorno per motivi umanitari, abrogato dal primo Decreto Salvini. Grazie al M5s non possiamo espellerli subito, ma attendere che scada il permesso. Nel frattempo stuprano e pestano i poliziotti.

Il cosiddetto profugo, beccato a scavalcare la recinzione esterna di una casa, è stato inseguito dai poliziotti. Vistosi alle strette, il nigeriano si è rivoltato contro gli uomini in divisa, aggredendoli.

Dopo una breve colluttazione, finalmente i poliziotti sono riusciti a far scattare le manette ai suoi polsi, ma uno di loro è rimasto ferito ad una mano. L’agente ha perso molto sangue, ed è stato necessario il trasporto in pronto soccorso.

L’africano, soggetto già noto alle forze dell’ordine a causa di una serie di precedenti per rissa e spaccio di droga, ma mai espulso perché ha il permessino umanitario, ha trascorso la notte dietro le sbarre di una cella di sicurezza, in attesa del giudizio direttissimo.

Giudizio arrivato. Il giudice ha infatti convalidato l’arresto e deciso la sua scarcerazione, per cui il nigeriano attenderà a piede libero – in hotel a spese nostre – la prima udienza del processo che lo vedrà imputato, prevista per il prossimo ottobre.

Non è meglio rimandarlo a casa, visti i precedenti? Applicate il Decreto Salvini, toghe rosse.




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