Facebook gli cancella il profilo, Cioni denuncia Zuckerberg

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Come saprete, Facebook, su mandato di Avaaz, finanziata da Soros, ha oscurato in questi ultimi giorni account e pagine facebook come fece alla vigilia delle elezioni politiche del 2018.

La scusa, come al solito, è quella, falsa, delle fake news. In realtà, tutti lo sappiamo, accanto a pagine che, davvero, diffondono notizie false, vengono cancellate pagine che, semplicemente, pubblicano fatti reali oscurati dai media cosiddetti mainstream.

Tra i profili cancellati c’è anche quello di Alex Cioni, scledense, attivista del comitato Prima Noi. Da anni impegnato nella difesa del territorio.

Cioni promette di denunciare Facebook, avvalendosi “di una sentenza del tribunale di Pordenone dello scorso dicembre con la quale il giudice ha dato ragione ad un utente che si era visto disattivare e cancellare il profilo”.

“Da sabato mattina – scrive in una nota – il mio profilo personale, attivo da dieci anni, è stato arbitrariamente disattivato in modo permanente senza alcuna spiegazione, cancellando anni di lavoro oltre che di ricordi personali. Inutile dire che questa carognata, tra l’altro messa in atto in piena campagna elettorale, è la coerente conseguenza di una manovra liberticida provocata dalla segnalazione sistematica di agenti provocatori al servizio della peggiore sinistra intollerante e multirazzista come di talune ong come Avaaz, a libro paga dello speculatore finanziario George Soros”.

“Una ong – continua Cioni – tutt’altro che sopra le parti, visto che un anno fa i suoi attivisti invitavano a votare contro la coalizione di centrodestra, data per vincente in tutti i sondaggi. Facebook ormai non è più solo una piattaforma privata, visto che la sua valenza politica e sociale a livello globale è ampiamente riconosciuta da studi e persino da sentenze. Come tale, quindi, non può più arbitrariamente decidere, fatte salve conclamate e motivate violazioni della propria policy”.

A Cioni risulta evidente la sussistenza di un “disegno ben preciso mirato a cancellare le voci dissonanti rispetto ad una narrazione minoritaria ma dominante che trova per l’appunto il sostegno dei poteri forti e l’ausilio di buona parte del sistema mediatico propedeutico ad indirizzare l’opinione pubblica verso un unico filone di pensiero”.

Deve intervenire il governo. Facebook va regolato. Devono essere i tribunali ad oscurare o meno, se violano la legge italiana, profili e pagine di cittadini italiani. Altrimenti, facebook, che è un monopolista di fatto (controlla anche Instagram e Whatsapp) influenza in modo illegale il processo elettorale italiano.

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