Schiavo delle slot tenta il suicido: ecco che succede quando ‘legalizzi’

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Questa notizia per i fautori della canna libera:

Non riusciva a smettere di giocare alle slot, nonostante le perdite che mettevano nei guai tutta la famiglia. E’ questa la spiegazione che un muratore di 56 anni ha dato alla polizia di Milano che è riuscita a salvarlo prima che si suicidasse.

A dare l’allarme è stato il fratello dell’uomo che ha avvisato le forze dell’ordine. Gli agenti sono subito andati a casa del muratore, nella periferia Ovest di Milano, ma non hanno trovato nessuno. Hanno quindi contattato la moglie dell’aspirante suicida da cui si sono fatti dare il numero di cellulare dell’uomo che hanno contattato. In questo modo sono riusciti a temporeggiare e a localizzarlo. Era a Pero vicino a un capannone, seduto in macchina con il motore acceso e il tubo del gas collegato all’abitacolo.

Ai poliziotti ha spiegato che era disperato per la dipendenza dal gioco e che voleva uccidersi per non pesare sulla famiglia.

Questo succede quando faciliti la penetrazione del gioco d’azzardo, ma lo stesso vale per le canne, disseminando il territorio di punti dove giocare.

Nessuno vuole vietare il gioco d’azzardo. Ma prima c’erano i casinò, che per forza di cose limitavano la ‘malattia’ a pochi che, quasi sempre, se la potevano permettere. Averlo ‘normalizzato’, come si vuole normalizzare la droga, ha solo reso la sua diffusione sul territorio capillare (per non parlare di quello online) e quindi l’accesso troppo semplice.

E ha distrutto vite.

Quindi non vietare il gioco d’azzardo, che lederebbe la libertà personale, ma neanche disseminare slot ovunque e pubblicizzare i giochi online come se non ci fosse un domani. Addirittura con offerte di soldi per ‘iniziare’: è induzione a rovinarsi.




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