Londra, polizia si arrende: “Situazione fuori controllo”

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Londra, la metropoli multiculturale per eccellenza, è sull’orlo del collasso. A dirlo, non un ‘pericoloso’ estremista, ma un agente di polizia. Quella polizia che, negli ultimi anni, ha visto un boom di rapine, violenze e stupri, con un incremento del 13% nell’ultimo anno. Responsabili, ovviamente, ‘loro’. Tanto che:

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L’agente – della Metropolitan Police, rimasto anonimo – scrive: “C’è un detto nella polizia. Non è sofisticato o intelligente, davvero, ed è stato tramandato di generazione in generazione; non è nuovo, “The job is fucked“, dicono”.

“Sono un agente della polizia metropolitana dal 2014. Ho ansia e disturbo da stress post traumatico. Non mi sento a mio agio nel sorvegliare le strade di Londra e, inoltre, non credo che le persone a Londra siano più al sicuro. Nel quartiere in cui mi trovo – molto simile ad altri quartieri – dove c’è una popolazione di circa 250.000 persone, ci sono in media 10 agenti di polizia per l’intera area a rispondere a tutte le chiamate di emergenza ad ogni turno. Solo due o tre di loro possono guidare con luci blu. Fondamentalmente, pochissimi membri del personale portano i taser. Con un grossa emergenza, come un accoltellamento, non è insolito avere tutti quei 10 agenti in una scena del crimine, il che significa che non c’è nessun altro a coprire le altre chiamate d’emergenza”, scrive il poliziotto.

“Come è stato evidenziato dal recente e continuo dibattito sull’aumento dei crimini – prosegue l’agente – c’è stata una rapida ripresa del numero di chiamate, sia riguardanti accoltellamenti ma anche sparatorie. Mi rendo conto che fa parte del mio dovere di agente di polizia, ma il problema è che non credo che abbiamo più il controllo della situazione.” Il problema, ovviamente, deriva da una irresponsabilità della politica, individuabile nei tagli alle altre forze di sostegno della polizia metropolitana portati avanti dall’amministrazione May, così descritta: “Theresa May ha anche sanzionato tagli al personale civile, servizi di ambulanza, squadre di crisi, operatori di chiamata e persone su cui facciamo affidamento per l’intelligence. Come facciamo a sapere se qualcuno ha commesso crimini precedenti, se hanno usato armi? Quanto dovremmo essere preparati? Adesso le nostre mansioni sono state estese, includendo questioni non penali relative alla salute mentale e ai servizi sociali, perché i tagli hanno debilitato anche questi settori”.

“Mentre le pattuglie a piedi sono pericolosamente ridotte, gli agenti di polizia vengono inviati per aiutare i malati di mente, stando spesso seduti per ore con persone che sono un pericolo per loro stesse. Spesso vengono rilasciate un’ora dopo, e la sera seguente riceviamo un’altra chiamata, allo stesso indirizzo, per affrontare di nuovo lo stesso problema”.

Il sistema sicurezza di Londra risulta sull’orlo di una crisi e ancora una volta si nota una maggiore attenzione all’assistenza psicologica e alla comprensione dell’atto criminoso, che impedisce un intervento radicale e di forza per affrontare il problema pragmaticamente. La testimonianza dell’agente si conclude così con un tono di amarezza: “Per anni, molti hanno detto che la polizia è sull’orlo del collasso. Il sentore ora è che non siamo più sull’orlo. Siamo andati oltre il limite. The job is fucked”.

Chissà se il venezuelano scriverà un divertente articolo anche contro il giornale di sinistra inglese Guardian.




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