Inviato Bergoglio riattiva corrente a palazzo occupato da immigrati e abusivi

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Stabile occupato da oltre 400 abusivi (per lo più immigrati, ovviamente) di Andrea Alzetta, detto Tarzan, estremista di sinistra e già consigliere comunale

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Roba da matti. Ora violano la legge impunemente. In anni di occupazione hanno accumulato oltre 300mila euro di debiti con la società che gli fornisce la corrente elettrica. E quindi con i contribuenti, perché alla fine pagheranno i contribuenti.

Lunedì 6 maggio sono arrivati i tecnici a mettere i sigilli al contatore e il palazzo occupato di via di Santa Croce in Gerusalemme 55, a Roma, è rimasto completamente al buio. Domanda: perché non è stato sgomberato, dov’è la Raggi?

Ma ieri sera è intervenuto l’elemosiniere di papa Francesco, Konrad Krajewski: “si è calato nel pozzo, ha staccato i sigilli e ha riacceso la luce”. Avete letto bene: ora il Vaticano viene in Italia a comandare. Hanno perso la testa.

Nell’ex sede dell’Inpdap di via Santa Croce in Gerusalemme, occupata abusivamente nel 2013 dagli estremisti di sinistra di Action, vivono circa 450 individui. Che si fanno pagare le bollette da voi.

Ieri, nella trattativa tra gli abusivi e il Comune di Roma, perché invece di sgomberarli con gli abusivi si tratta, si è intromesso il Vaticano.

Alle 22 circa l’elemosiniere di Bergoglio, invece di portarsi gli occupanti in Vaticano, ha ripristinato la corrente elettrica dopo aver personalmente staccato i sigilli messi al contatore. “Il cardinale è arrivato nel pomeriggio, ha portato regali a tutti i bambini e ha promesso che se entro le 20 non fosse stata ripristinata la corrente nello stabile l’avrebbe riallacciata lui stesso – hanno raccontano gli occupanti ai giornali – e così è stato Padre Konrad si è calato nel pozzo, ha staccato i sigilli e ha riacceso la luce. E si è preso, a nome del Vaticano, la piena responsabilità dell’azione con Prefettura e Acea”.

Subito dopo il blitz del braccio armato di Bergoglio, Areti spa, che gestisce l’infrastruttura per il gruppo Acea, è arrivata scortata da alcune camionette della polizia per provare a rimettere i sigilli al contatore. Ma, urlando “Senza luce non si vive”, gli abusivi hanno impedito ai tecnici di accedere alla cabina elettrica dello stabile. Fino alle 3 di notte la tensione è stata altissima.

Alla fine, le forze dell’ordine si sono ritirate per “evitare qualsiasi scontro” e hanno abbandonato la palazzina.

L’illegalità trionfa. Poi parlano dei resistenti di Casal Bruciato.

Patrik, uno dei responsabili, del Burkina Faso, spiega che ogni inquilino deve versare 10 euro al mese e questa cifra, sommata alle entrate del punto di ristoro, dei concerti e degli spettacoli teatrali, serve a coprire le spese vive di gestione del palazzo. Non le bollette, ovviamente.

“Gli spazi variano a seconda del tuo status. Un single ha uno spazio di 15-18 mq ma, siccome io sono padre single, ho 25 mq”, dice Patrik.

Maria, nome di fantasia di una donna rumena di mezza età che vive nel palazzo con sua figlia: “Ho saputo di questo posto e, prima di abitarvi, mi sono fatta la tessera di Action. Pago 15 euro ogni anno”.

Capito Alzetta e Bergoglio?

Domanda: come mai non è stato ancora arrestato?




3 pensieri su “Inviato Bergoglio riattiva corrente a palazzo occupato da immigrati e abusivi”

  1. Nel Marzo 2017 sono rimasto senza energia elettrica per 4 giorni.
    Se avessi fatto come i migranti e l’inviato illegale del migrante extracomunitario che ha sostituito Josef Ratzinger, sarei tutt’ora in carcere…

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