Volevano fare il brodo col cadavere di Pamela: ma Oseghale potrebbe evitare l’ergastolo

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E’ in corso il processo al macellaio di Macerata, il profugo Oseghale. Mantenuto per anni dai contribuenti. Anni da lui spesi a spacciare. Fino al massacro di Pamela:

Si dibatte, in tribunale, se condannarlo o meno all’ergastolo. Che poi ergastolo non è, perché il massimo della pena in Italia sono 30 anni. Nulla per uno che ha fatto quello che ha fatto.

Ma è anche terribilmente incomprensibile come solo lui sia alla sbarra. Anche alla luce di note intercettazioni:

Le parole degli allora indagati come complici del profugo nigeriano Innocent Oseghale, parlavano di cannibalismo e brutalità.

Eppure, i profughi africani Desmond Lucky e Awelima Lucky, ‘ascoltati’ in carcere dove erano rinchiusi per complicità nell’omicidio di Pamela e ora lì solo perché spacciatori, non sono più stati perseguiti per la morte della povera ragazzina.

Nonostante parlando di Oseghale, Desmond disse ad Awelima: “L’ha tagliata… l’ha tagliata, l’ha tagliata”, “Gli ha tolto l’intestino… è molto coraggioso”. Al che il compagno di cella risponde: “Quell’intestino forse l’ha buttato nel bagno”.

Da quelle parole segue una conversazione sconvolgente, fatta di consigli e suggerimenti su quale sarebbe stato il modo migliore per Oseghale di non essere scoperto. Se il loro connazionale avesse mangiato il corpo di Pamela, dissero, anche a pezzi, nel corso del tempo, avrebbe avuto l’unico problema di come far sparire la testa.

Di seguito il video pubblicato dalla trasmissione Chi l’ha Visto, con le intercettazioni tra Lucky Awelima e Desmond Lucky e la trascrizione:

https://www.facebook.com/chilhavisto/videos/10156032847973001/

Desmond: «L’intestino è lungo. Come puoi buttarlo dentro al bagno?!».
Awelima: «L’intestino poteva tagliarlo a pezzi».
D.: «Tagliarlo in pezzettini?».
A.: «Sì. Pezzi, pezzi. Così buttava a pezzetti. Così sarebbe stato più facile… Forse lui (inteso Innocent) ha già ucciso una persona così».
D.: «Gli ha tolto tutto il cuore».
A.: «Poteva mangiarlo. Perché non l’ha mangiato?».
D.: «Poteva metterlo in frigo».
A.: «Lo metteva in frigo e cominciava a mangiare i pezzi».
D.: «Così sarebbe stato meglio per lui mangiare il corpo».
A.: «Sarebbe stato meglio. Avrebbe avuto solo il problema per la testa, quella avrebbe dovuto buttarla. Tutto il resto invece lo metteva dentro il frigo e poi quando voleva lo cucinava.
D.: «Faceva il brodo».
A.: «Sì, continuava a mangiare il brodo poco a poco».
D.: «Se lui avesse avuto un congelatore grande, avrebbe potuto metterlo lì».
A.: «Poi lui quello che non riusciva a cucinare, lo buttava piano piano…».
D.: «Però lui ha detto che non è stata lui a tagliarla e forse per questo stanno ancora investigando».
A.: «Per questo stanno cercando qualcun altro».

Quante Pamela ci sono nei freezer dei nigeriani? Anche perché, non molto lontano da quella zone, c’è l’hotel house, dove altri immigrati hanno sepolto cadaveri di bambini.

Vi sembra normale che Oseghale sia ancora vivo? E che sia l’unico sotto processo?

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