Di Maio provoca Salvini: ‘Fermare deriva di ultradestra’

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Questi danno le case degli italiani ai Rom, e ancora aprono bocca

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“Ho il dovere di fermare alcune derive di ultradestra”. Luigi Di Maio accusa Matteo Salvini dopo aver applaudito in aula una bizzarra studentessa milanese che accusava il governo di mettere in discussione la democrazia: “Le parole di Francesca ci devono ricordare la responsabilità di ministri che ricopriamo”, ha detto a L’Aria che tira, “Per questo nell’ultimo mese mi sono permesso di fermare alcune derive: fucile tra le braccia, che non bisogna festeggiare il 25 aprile. Quelli sono valori fondanti della nostra Costituzione. Quando intervengo su quelle cose non lo faccio per litigare ma lo faccio perché i ragazzi prendono esempio. Quindi alcune derive di ultradestra io ho il dovere di fermarle”.

Ma quali derive hai fermato, povero guitto in cerca dei neuroni perduti. Anzi, mai avuti. Il Paese reale, non quello della bolla nella quale anche voi, ex ribelli vivete, se ne fotte del 25 Aprile, sa distinguere tra chi imbraccia un fucile alla fiera delle armi rispetto a chi userebbe la canna per soddisfare le proprie bizzarrie sessuali.

Sempre Di Maio, stamani aveva attaccato Salvini accusandolo di aver “sbraitato” e “minacciato” la Marina solo “per finire sui giornali”, riguardo il bizzarro ‘salvataggio’ di 34 clandestini ieri in acque libiche.

“La giornata di ieri mi auguro faccia riflettere qualcuno”, ha scritto in un logorroico post su Facebook, “Se quando nasce un problema il tuo primo pensiero non è risolverlo, ma finire sui giornali, allora c’è qualcosa che non va. In un governo ci si siede al tavolo tutti insieme e si lavora. Per il Paese. Meno slogan, più concretezza. E l’Italia ce la fa”.

Usiamo la macchina grillina per arrivare fino alla prossima fermata. Poi lasciamola dallo sfasciacarrozze.




Un pensiero su “Di Maio provoca Salvini: ‘Fermare deriva di ultradestra’”

  1. I cinquestelle sono sempre stati almeno ambigui.Pero’ ,secondo me, l’accelerazione degli attacchi a Salvini e i tentativi di far cadere il governo si sono moltiplicati dal viaggio di di maio in Qatar.Non e’ che la politica italiana si cuce a Doha invece che a Roma?

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