Facebook cancella il dissenso: personalità non allineate cancellate

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Facebook accelera nella sua guerra contro la libertà di espressione, arrivando a cancellare la presenza di persone definite ‘pericolose’, una definizione che non sentivamo dai tempi di Andrej Januar’evič Vyšinskij, il procuratore di Stalin durante le purghe.

L’agenzia italiana ANSA riporta così la scelta liberticida:

A parte Farrakhan, l’antisemita afroamericano e leader della Nation of Islam, che conta milioni di iscritti, gli altri sono tutti esponenti della destra americana.

Milo è ebreo, quindi la definizione antisemita è la solita fake news dell’Ansa. E Alex Jones neanche.

MA quella in atto è una vera e propria offensiva contro la libertà di espressione. E siamo sconvolti dal fatto che i governi populisti non si rendano conto che non è possibile permettere ad un monopolista di fatto di decidere quale messaggio politico può o non può essere veicolato in quello che era l’unico spazio mediato libero: la Rete.

Un altro eliminato da Facebook è Watson, reporter inglese:

La censura si sta allargando ora su Instagram. Del resto controllato da Facebook.

Se fossimo stupidi come quelli di sinistra, gioiremmo per la cancellazione di Farrakhan. Invece no: chi decide cosa è lecito o no pubblicare? L’informazione deve essere libera.

Quando pochi individui controllano l’informazione, la libertà muore. E’ tempo di intervenire. In America come in Italia.

La cosa ancora più inquietante è che il solo nominare su facebook i nomi di chi è stato bandito potrebbe portare alla cancellazione del proprio profilo:

Siamo alla damnatio memoriae.

Questo è già arrivato e arriverà in modo sempre più massiccio anche in Italia. La lista dei dissidente da colpire inizia dall’estremo e poi, passetto dopo passetto si allarga fino a comprendere chiunque non condivida il Progetto.

E no. Non vale la scusa “sono società private”. Non lo sono. Sono reti sociali in mani private, che è un’altra cosa.

Lo capite, o no, che oggi negare la libertà sui social è negare la libertà tout court. E che il profilo facebook di oggi è l’equivalente della piazza di ieri?

Leggete:

Questa è un’emergenza democratica a livello globale. La vittoria di Trump e l’ascesa dei populismi hanno innescato il terrore in chi credeva di avere in pugno le leve dell’informazione. Ecco che arrivano le purghe sull’informazione libera.




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