Province, Lega vuole fare votare i cittadini: Pd e M5s no

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Sulla bozza riguardante la riforma degli enti locali, si parla dell’elezione diretta dei membri e dei presidenti delle 110 province italiane. Pd, Fi e M5s sono contrari.

A rivelarlo è il Sole24ore che, spulciando la bozza sulla riforma degli locali, ha trovato un passaggio in cui si parla esplicitamente dell’elezione di 2.500 consiglieri e dei presidenti di provincia.

“La Provincia ha un presidente, eletto a suffragio universale dai cittadini dei Comuni che compongono il territorio provinciale, coaudivato da una giunta da esso nominata”, si legge nella bozza dove si fa riferimento anche al Consiglio provinciale che avrà “poteri di indirizzo e controllo” e che sarà “eletto a suffragio universale”. Frasi scritte scritte su carta intestata della Presidenza del Consiglio dai componenti del tavolo tecnico-politico in conferenza Stato-Citta istituito dal Milleproroghe, guidato dal sottosegretario leghista Stefano Candiani e dalla viceministro all’Economia, Laura Castelli.

Questo ha scatenato la protesta di M5s e opposizioni.

Ad oggi le provincie, lungi dall’essere state abrogate da Renzi, come era stato millantato, continuano ad esistere, solo che consiglieri e presidente sono nominati dai partiti: questo è intollerabile.

In pratica sinistra, quel che resta di Forza Italia e grillini protestano contro la democrazia, vogliono continuare a spartirsi le poltrone tenendo i cittadini fuori dalle scelte.

La sinistra vuole che a governare siano le giurie, come a Sanremo.




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