Senegalese rifiuta identificazione, magistrato lo libera e lui quasi uccide: furia poliziotti

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Lo abbiamo scritto:

Magistrato ha liberato per telefono il senegalese che ha sprangato poliziotti

Ma i particolari rivelati dal verbale fatto filtrare dai poliziotti sono al limite del delirante.

L’africano, che poco prima aveva aggredito dei poliziotti, rifiutava di sottoporsi ai rilievi dattiloscopici e antropometrici. Gli agenti necessitavano così del permesso del pm. Telefonano quindi al magistrato e lo informano, facendogli notare che senza impronte è impossibile portarlo in una camera di sicurezza. Chiedono allora di poter precedere al “foto segnalamento coattivo” in modo da “garantire i riscontri Afis” all’autorità giudiziaria “necessari al proseguio” del “procedimento” ai danni dell’immigrato.

Nulla da fare!

Il pm, scrivono gli agenti sul verbale, manifesta “il proprio totale dissenso” al fotosegnalamento coattivo e invita gli agenti “a mettere in atto ulteriore opera di convincimento”. Tanto “prima o poi, a suo dire” avrebbe ceduto alle richieste.

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Insomma: pregare il senegalese che poco prima aveva aggredito i vostri colleghi a farsi identificare. Peccato che così non avvenga. E che dopo ore, la situazione sia sempre identica: non si fa identificare, rifiuta di farsi fotosegnalare e prendere le impronte.

A quel punto gli agenti richiamano il magistrato, chiedendo se, finalmente, possono farlo in modo coattivo. Nulla da fare, il pm dispone “l’immediata liberazione del soggetto” arrestato poco prima “pur non essendo riusciti a risalire all’identità e alla posizione giuridica”.

Roba da matti. Un clandestino, già espulso due volte per finta, viene liberato nonostante l’arresto e rimesso in circolo.

E così, poi, tenta di uccidere dei poliziotti armato di spranga di ferro.

Ricordiamo che il tribunale di Torino è quello che si è scusato per avere liberato, mesi fa, l’assassino di Stefano Leo, sgozzato per strada.

La procura di Torino è, invece, quella guidata fino a poche settimane fa dal magistrato rosso di magistratura democratica Spataro, quello che era procuratore capo a Milano durante la strage di Kabobo. Non è un caso che Torino versi nella situazione in cui sta versando.

A Milano come a Torino preferiva occuparsi ‘di razzisti su facebook’ piuttosto che dei crimini degli immigrati. Anzi, lui gli immigrati li assumeva:

Spataro, il PM anti-Salvini che assume i profughi in procura




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