Profughi pestano volontario per la paghetta: liberi e risarciti dai contribuenti!

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Avevano aggredito il mediatore culturale ed erano stati arrestati dai carabinieri. A

Dopo due mesi e mezzo questo è il risultato: sono stati scarcerati e rimarranno in Italia malgrado la richiesta di espulsione immediata dal suolo nazionale e, in seguito a un ricorso depositato al Tar (Tribunale amministrativo regionale) a spese dello Stato, hanno anche ottenuto di essere reintegrati nel centro di accoglienza con vitto, alloggio e pocket money.

Si conclude così la vicenda dei quattro stranieri che, alla fine del mese di gennaio, non vedendo arrivare la “paghetta” mensile di 77,50 euro, se l’erano presa con l’incolpevole mediatore culturale pakistano della cooperativa I Girasoli.

Ai migranti le spiegazioni del ‘mediatore’ non era interessate. Volevano i soldi. Inferociti, lo avevano minacciato con un coltello, pestato ripetutamente e chiuso in una stanza. Soltanto una telefonata fatta di nascosto ai carabinieri gli aveva permesso di essere liberato.

Non solo. Nessuno degli altri ‘profughi’ era intervenuto in sua difesa. Anzi, pochi minuti più tardi, dopo aver arrestato gli aggressori, i carabinieri si erano ritrovati davanti alla caserma tutti gli altri ospiti del centro di accoglienza che volevano manifestare tutta la loro solidarietà agli amici.

La Lega, attraverso i parlamentari brianzoli, aveva chiesto per i quattro l’espulsione immediata dall’Italia. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza, Silvia Pansini, aveva invece disposto la scarcerazione e la permanenza nel nostro Paese in attesa del processo.

La Prefettura, immediatamente, in data 28 gennaio aveva però revocato le misure di accoglienza.

Ma loro, difesi dall’avvocato Francesco Egidi, con patrocinio legale a spese dello Stato, hanno presentato ricorso al Tar.In quella sede è stato contestato l’atto della Prefettura: «illegittimo per eccesso di potere per omessa istruttoria», ovvero compiuto esclusivamente in base a una valutazione autonoma.

Tesi inaccettabile per il Ministero dell’Interno, che è intervenuto costituendosi perfino in giudizio chiedendo il rigetto del ricorso dei migranti: la Prefettura il 28 marzo, in autotutela, ha annullato il suo provvedimento ripristinando di fatto per i quattro le misure di accoglienza. Il Tar non ha potuto fare altro che ricevere anche il ritiro del ricorso da parte dell’avvocato e constatare la cessazione della materia del contendere. Si torna dunque alla situazione precedente in attesa del processo penale.

Roba da matti. Ma che giudici abbiamo in Italia?




2 pensieri su “Profughi pestano volontario per la paghetta: liberi e risarciti dai contribuenti!”

  1. Donne in posizione di potere, posizioni raggiunte solo perchè donne in quota rosa oppure per “altri” motivi tranne in rari sporadici casi. E anche in quei rari sporadici casi una logica difficilmente condivisibile nella rimozione del pericolo e della gestione della legalità – la mia mascolinità patriarcale è palesemente tossica e gli uomini sono tutti uguali e le razze non esistono eccetera eccetera. Le Donne devono riappropriarsi del proprio ruolo da cui sono state avulse da diversi fattori, per motivazioni propagandistiche ovviamente citerò il femminismo e elencherò dieci femministe a caso.
    Dopo l’elenco la sorpresa –
    Andrea Dworkin
    Betty Friedan
    Rosa Luxemburg
    Cathy Young
    Eve Ensler
    Gloria Steinem
    Andrea Bronfman
    Clara Fox
    Bella Abzug
    Blu Greenberg

    Ma guarda un po’, tutte ebree!!!! E ho almeno altri 50 nomi.

  2. i giudici italici oltre ad essere infallibili, giusti, santi imparziali sono soprattutto..PERMALOSI ergo se li critichi ti denunciano: NON SI POSSONO DISCUTERE !
    IO so che razza di giudici abbiamo….. lo so ma non lo dico…..

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