Emilia Romagna spende 500.000 euro per «formare» prostitute nigeriane

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Tra i corsi finalizzati all’inserimento sociale delle immigrate che la Regione Emilia Romagna organizza a spese dei contribuenti, ci sono anche quelli specifici per le prostitute.

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Per 26 corsi di 10 giorni e 6 migranti ognuno il costo è 500mila euro. La psicologa: «Imparano poco, pretendono solo aiuto e diritti».

Vengono qui a battere, e noi facciamo i ‘corsi’. Roba da matti.

“Nessuna cattiveria – precisa la professionista che preferisce mantenere l’anonimato – solo la consapevolezza che servono ben poco alle ragazze. Hanno poca voglia di impegnarsi, passiamo il tempo a spiegare che devono vestirsi di più e truccarsi di meno, che devono sforzarsi di imparare l’ italiano. Non le scegliamo noi, i Comuni dicono che sono pronte, in realtà non lo sono né come padronanza della lingua, né come stato d’ animo. Partono da zero. Dovrebbero andare a scuola almeno un’ ora in più”.

“Lamentano le troppe ore in piedi, dicono che hanno sonno e poi scopri che si alzano alle 10 del mattino.Mi dicono: “Qui si fa fatica, dicevano che era molto più facile”. Conoscono solo la parola diritti, di essere ospitate e aiutate. L’ aborto, purtroppo, è la loro unica forma di contraccezione. Trovano stancante muoversi sugli autobus, con biglietti gratuiti, per raggiungere il luogo del tirocinio. Sei ore di lavoro le sfiancano”, spiega ancora la psicologa. E conclude: “Prima di mandarle a seguire un progetto formativo andrebbe spiegato loro che il lavoro richiede impegno e serietà. In questo modo si tolgono opportunità ad altre categorie svantaggiate che aspettano con ansia di poter entrare nel mondo del lavoro”.




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