Mohamed, migrante: “Mio figlio un giorno vi sgozzerà”

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Quanto sono pericolosi gli immigrati che noi crediamo integrati e a cui stiamo svendendo ogni anno 200mila cittadinanze?

Parliamo di A.O.R. Mohamed, egiziano di 42 anni, residente a Roma, titolare di regolare permesso di soggiorno dal 2002, di professione commerciante ortofrutticolo e pregiudicato per reati contro il patrimonio. L’immigrato da tempo sotto attenzione in quanto sospettato di essere vicino ad ambienti islamici. Prima di essere espulso il 14 aprile 2017 da Roma.

Su Facebook aveva attestato la sua posizione nettamente ostile nei confronti dei “miscredenti cristiani”.

Subito dopo l’attentato di Parigi del 13 novembre 2015, il migrante non solo aveva giustificato gli attacchi terroristici avvenuti, ma aveva condannato coloro che avevano espresso solidarietà e cordoglio nei confronti della Francia.

Nell’occasione della nascita di uno dei suoi figli aveva promesso che il neonato sarebbe un giorno diventato uno dei futuri comandanti del ‘jihad’.

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Mentre lo stavano imbarcando sull’aereo, altri 8.500, islamici come lui, venivano diretti verso le nostre coste. Altri che, magari, tra 15 anni ci si renderà conto, troppo tardi, essere pronti a tagliarci la gola. Loro, o i loro figli.

Eppure, oggi che abbiamo chiuso i porti, basterebbe abrogare i ricongiungimenti familiari e tornare allo ius sanguinis.




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