Va a denunciare stupro di gruppo, poliziotto pakistano decide di stuprarla anche lui

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Questa notizia fa quasi ridere, ovviamente di un riso amaro, per quanto è tragica e ridicola al tempo stesso. E perfettamente esplicativa della situazione in quelle zone.

La donna, residente nella città di Uch Sharif, in Pakistan, era andata alla stazione di polizia di Ahmedpur East per denunciare un caso di stupro di gruppo di cui era stava vittima.

Il poliziotto l’ha portata a casa con il pretesto di volerla interrogare e invece l’ha stuprata e ha filmato lo stupro. Infine l’ha minacciata di conseguenze se l’avesse denunciato.

A novembre, una donna incosciente è stata “violentata per ore dallo staff di un ospedale pakistano mentre si sottoponeva a un intervento chirurgico per emorroidi” .

E nel marzo 2018, una famiglia pakistana ha ‘perdonato’ lo stupratore della figlia dopo che un accordo tra le due famiglie ha permesso uno ‘stupro riparatore’: al fratello della vittima è stato permesso di violentare la sorella dello stupratore. Donne come bestiame, insomma.

Non è un caso che siano pakistani i membri delle gang di stupratori che per decenni, e ancora oggi, hanno violentato migliaia di bambine inglesi.

La cosa strabiliante è che per il PD i giovani maschi pakistani sono profughi da ospitare in hotel. Ne abbiamo ospitati a migliaia. E ancora ne ospitiamo.




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