Salvini: “Migliaia di terroristi islamici in Libia, non li voglio sui barconi”

Condividi!

VERIFICA LA NOTIZIA
“Continuano le interlocuzioni dirette e ai massimi livelli tra Viminale e vertici militari, anche per definire le prossime strategie operative. Sono esclusi dissapori, polemiche o malumori anche per la direttiva diffusa ieri, che infatti ricalca alcuni passaggi già esplicitati in un analogo provvedimento di poche settimane fa”. Così fonti del Viminale. “Non solo. La Marina Militare – aggiungono le fonti – ha dichiarato in documenti ufficiali trasmessi al Viminale di svolgere ‘l’importante attività di polizia dell’alto mare al fine di garantire la sicurezza anticipata delle frontiere marittime esterne’, e in base a questa attività ha chiesto (e già ricevuto in passato) significativi finanziamenti”.

“Il problema è che in Libia ci sono migliaia di terroristi islamici: il rischio di infiltrazioni sui barchini è una certezza. Per questo devo ribadire che in Italia non si sbarca. Non si arriva senza permesso”. Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini, a ‘Radio anch’io’ su Radio1 Rai, aggiungendo che “quest’anno abbiamo ridotto del 92% gli arrivi via mare e dimezzato il numero di morti e dispersi.Evidentemente una politica seria e rigorosa dà risultati”.

E a proposito della polemica con il ministro della Difesa, sulla direttiva relativa ai porti, aggiunge: “Il ministro dell’Interno è l’autorità nazionale di pubblica sicurezza e deve autorizzare lo sbarco. Ho tutta l’autorità di decidere. Il porto lo assegna il ministro dell’Interno, può piacere o no, gli italiani mi pagano per difenderli e questo sto facendo”.

Quanto alla presa di posizione contraria da parte dei generali, il ministro replica: “non ho tempo per rispondere a polemiche. Mi si citi nome e cognome di un generale che mi ha criticato. Si dice, pare, sembra… per questo non leggo i giornali”.

Libia, lavoriamo per la pace le armi non sono la soluzione: “Stiamo lavorando giorno e notte con tutti gli alleati per la pace, per il dialogo, per il cessate il fuoco. Le armi non risolvono i problemi”, ha poi detto il ministro dell’Interno a proposito della crisi libica. “Voglio essere fiducioso – ha aggiunto – sul fatto che la ragione e il buonsenso tornino a prevalere, che le iniziative militari di Haftar, che ha tentato il blitz, stiano arrivando a conclusione. Perché al di là dei problemi dell’immigrazione e del rischio terroristi, quando c’è una guerra si contano morti e feriti”.




Lascia un commento