Trenta e Di Maio vogliono riaprire i porti: “Da Libia rifugiati e non clandestini”

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La Trenta vuole riaprire i porti: “Dalla Libia rifugiati e non migranti”

“Sono appena tornata da un viaggio nel Corno d’Africa, ero stata poco tempo prima in Niger: in questi Paesi abbiamo dei tassi di crescita demografica incredibili, il raddoppio della popolazione entro il 2030. Come pensiamo di poter gestire questo futuro con la chiusura dei porti? È impossibile, bisogna lavorare su una soluzione alternativa”.

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Queste le bizzarre dichiarazioni rilasciate dalla Trenta. Come se ci fosse stato bisogno di una gita in Niger per capire che lì nascono troppi bambini. Per colpa dei nostri aiuti umanitari slegati da un serio controllo demografico. Ma questo non c’entra nulla con l’immigrazione: se chiudi, chiudi e l’Africa è enormemente spopolata.

Poi: “Non sono quella che dice ‘apriamo a tutti’, assolutamente no – spiega il ministro della Difesa – però ragioniamo sul futuro perché prima o poi questo futuro ci sfugge di mano”.

“Posso invitarli tutti da me, al ministero, così gli spiego un pò di diritto internazionale e magari capiscono cosa possono produrre i loro toni aggressivi sulla Libia”.

Queste sono dichiarazioni che rischiano di solleticare gli scafisti. Al di là dell’idiozia sulla crescita demografica africana, che è gestibile chiudendo le frontiere e collaborando con i Paesi del Nordafrica perché chiudano le loro, l’idea che la situazione in Libia generi profughi e non clandestini è falsa:

Non arrivano libici sui barconi: meno di 300 in 8 anni

Nemmeno all’apice della guerra civile del 2011 c’erano libici sui barconi. Perché chi fugge dalla guerra si sposta di pochi chilometri, non sale sul primo barcone.

Sui barconi salivano i nigeriani e i pakistani, per lo più spacciatori. Che profittavano della fine dei controlli ‘grazie’ al caos.

La Trenta si limiti a condividere le foto delle nozze lesbiche delle marinaie, è l’unica cosa che sa fare.

Dichiarazione simile anche da parte di Di Maio. Ad entrambi ha risposto Salvini:

Salvini di nuovo indagato per avere difeso i confini, e risponde a Di Maio: “Porti rimangono chiusi”




2 pensieri su “Trenta e Di Maio vogliono riaprire i porti: “Da Libia rifugiati e non clandestini””

  1. Mi sembra chiaro che i cinquestelle si preparano a far cadere il governo e a passare con la sinistra.Il punto e’ che il voto probabilmente li punirebbe.Non e’ che qualcuno sta pensando ad un ‘governo tecnico’senza passare per il voto?(ovviamente un tradimento epocale che forse segnerebbe la fine dell’Italia)

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