Libia, il dossier degli 007: seimila clandestini pronti a imbarcasi per l’Italia

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I rischi su quel che potrà accadere sono stati più volte evidenziati dall’intelligence nei report riservati consegnati in queste ore al presidente del governo e nel corso dell’audizione di fronte al Copasir del direttore dell’Aise — l’agenzia per la sicurezza all’estero — Luciano Carta.

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La possibilità che ci siano almeno 6.000 clandestini determinati a imbarcarsi verso l’Italia, approfittando del possibile caos libico, nel caso gli attacchi di Haftar facciano crollare la nuova guardia costiera libica.

Non donne e bambini, come raccontano i retroscenisti del Corriere, visto che nemmeno nei mesi della vera guerra civile partivano libici dalle coste libiche, ma sempre masse di subsahariani attirate lì dalla possibilità di sfruttare la non vigilanza dei porti locali.

Per questo assume ancora più importanza il fatto che Salvini abbia subito ribadito:

Salvini: “Porti rimarranno chiusi anche con guerra in Libia”

Ciò non toglie che, in caso, sarebbe necessario un blocco navale della Marina italiana, con una testa di ponte in qualche zona costiera libica che consenta di respingere i barconi in sicurezza.

Per questo assume ancora maggiore importanza togliere la bandiera italiana ai trafficanti umanitari di Casarini. Cosa stiamo aspettando?

Senza tralasciare i rischi legati al terrorismo islamico, il pericolo che una possibile guerra civile – ad oggi è una mera scaramuccia – scateni una nuova offensiva dei gruppi legati all’Isis. Con una prima avvisaglia alcuni giorni fa nel Fezzan.




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