Francia: il ‘partito islamico’ al 10 per cento

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Il voto islamico sta influenzando sempre di più le elezioni in Francia. Nel 2022, un eventuale partito islamico potrebbe contare sul 10 per cento dei voti. Un voto destinato a raddoppiare a breve termine, man mano che i figli dei figli dei figli diventano maggiorenni. E questo, senza includere gli africani non islamici.

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Ormai, per eleggere un proprio rappresentante, i francesi devono votarlo in massa, altrimenti, grazie al voto degli ‘altri’, vince il rappresentate della sinistra.

Per dare un senso a questi dati: senza il voto musulmano Francois Hollande sarebbe stato battuto nel 2012 da Nicolas Sarkozy e Le Pen avrebbe vinto il primo turno nel 2017. Una simulazione sul 2022 suggerisce che il voto musulmano peserà per il 10% dei voti . Il che significa che un candidato che non beneficia di questo voto dovrebbe ottenere circa il 60% del voto dei non musulmani per vincere. Un’ipotesi che può già alimentare le strategie del personale politico ben prima della scadenza.

Questo spiega la rivolta dei Gilet Gialli: in Francia è forse tardi per riprendersi il Paese attraverso la democrazia elettorale. Visto che votano anche ‘loro’, a differenza di quanto avveniva nella democrazia originale, quella greca: dove votavano solo i cittadini di sangue.

L’immigrazione uccide la democrazia. Perché gli immigrati votano per i propri interessi in blocco.

Se non blocchiamo i ricongiungimenti familiari, siamo a pochi anni dalla Francia.




3 pensieri su “Francia: il ‘partito islamico’ al 10 per cento”

  1. Etnocidio in vista oramai.

    Quando per qualche causa forzata avviene una invasione modello cavallo di Troia forzata e modernamente occultata
    da vomitevoli e false fregnacce umanistiche volte ad annebbiare quel che rimane di visus a chi probabilmente è già nato cieco e cerebralmente stolto

    La storia ne è piena.
    Un episodio tra tutti : Spagnoli in territorio inca a ciel sereno.

    Quando gruppi etnici assolutamente incompatibili si incontrano quello predatorio sopprime l’altro
    che ne rimane scioccato come un gregge di pecore dalla ”sorpresa” ed è ormai troppo tardi per reazioni riparatorie.

    Altro che stronzissime favolette inventate da criminali bastardi sulla ” integrazione” , del cazzo.

    Questa è pura verità di assoluta incontestabilità e marchiata inequivocabilmente come già detto, dalla storia.

  2. Non possiamo convivere con l’Islam terrorista, con l’Islam integralista, neanche con l’Islam semplicemente ortodosso. Un cittadino convinto di essere lui nella verità e tutti gli altri nell’errore, convinto che lui vale più di tutti gli altri, che lui uomo vale più di sua moglie e può picchiarla, che i suoi figli maschi valgono più delle sue figlie femmine, che la teocrazia è l’unico governo giusto e la democrazia è sbagliata, quest’uomo può vivere soltanto dentro la sua civiltà. Non può uscire. È inadatto all’espatrio. Un islamico non dovrebbe avere il passaporto valido per tutti i paesi del mondo, ma solo per i paesi islamici o fogne similari . Dovrebbe stabilirlo l’Onu».
    Inoltre considerando come trattano gli animali, e la pedofilia, come se fosse del tutto normale e giustificata per questi porci psicopatici, scarti irrecuperabili di manicomi,

    non à possibile nemmeno integrarli con bestie analoghe ma a 4 zampe negli zoo, in quanto sarebbero causa di gravissimi danni anche per loro.

    Questi non sanno campare e convivere senza rompere i coglioni al mondo intero, sono solo malati mentali da confinare in qualche asteroide da lanciare poi nello spazio.

    Assurdo e gravemente rischioso prendere anche solo in considerazione le stronzate di chi li sostiene , che tra l’altro hanno più che ampiamente dimostrato di essere dei miserabili opportunisti pronti a vendere la propria madre pur di far soldi.

    La loro ”umanità” tanto pontificata e la loro etica è zero assoluto! Sono solo immani bugiardi e criminali di cui dobbiamo liberarci definitivamente se vorremo sperare in un futuro almeno mite.

    Ma presto, non resta ancora molto tempo.

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