Tutti tunisini i 73 clandestini sbarcati a Lampedusa: rimpatrio lampo

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Come Vox aveva previsto – non è mai sbarcato un libico, nemmeno durante la vera guerra di anni fa, e sicuramente non sarebbero stati su un barcone con dei tunisini partiti dalla Tunisia -, tra i 73 clandestini sbarcati ieri sera a Lampedusa da due motovedette, una della Guardia costiera e l’altra della Guardia di finanza, dopo che con il loro barcone erano stati intercettati al largo della Sicilia, non ci sono libici: i 73 sono tutti tunisini e sono partiti da Sfax, Tunisia. Nulla a che fare con la Libia.

Erano diretti, come in passato è avvenuto per tante altre imbarcazioni dello stesso tipo, sulle coste dell’Agrigentino.

I 17 che avevano detto a finanzieri e uomini della Guardia costiera di essere di nazionalità libica avevano l’obiettivo di ritardare il rimpatrio che, invece, per i tunisini è immediato.

Nella notte e stamattina, nell’hotspot di contrada Imbriacola, la polizia ha compiuto gli accertamenti dai quali risulta che la nazionalità di tutti i clandestini, tra cui una donna, è invece tunisina.

Ciò consentirà il rimpatrio lampo annunciato ieri dal ministro dell’Interno Salvini, visto che la Tunisia è uno dei pochi Paesi africani con cui l’Italia ha un accordo per riportare indietro i clandestini. Anche se meno di quelli che si dovrebbe.

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E’ tempo di accelerare sui rimpatri. Minacciando ritorsioni commerciali. Ma anche delocalizzando l’accoglienza in un paese africano terzo, come fece Israele con l’Uganda: costerebbe meno e sarebbero già nel loro continente quando, nel 90 per cento dei casi, si scopre che sono non profughi.

E, a quel punto, nessuno più partirebbe.

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Ps. Guardate che sguardo:

Tutti spacciatori mancati, probabilmente.




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