Assange prigioniero politico dell’Occidente ‘democratico’

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Dopo Tommy Robinson, il Regno Unito torna a coprirsi di vergogna arrestando un altro attivista per la libertà.

“Il Regno Unito non ha civiltà! Potete resistere! Il Regno Unito deve resistere!”. Sono queste le parole gridate da Assange mentre gli agenti di polizia lo trascinavano fuori dalla sede dell’ambasciata dell’Ecuador.

E’ stato arrestato a Londra, nell’ambasciata dell’ Ecuador,Julian Assange, il
fondatore di Wikileaks. Dove era ospite (prigioniero) dell’ambasciata dal 2012, ma il governo di Quito gli ha revocato l’asilo politico.

E’ stato proprio l’ambasciatore a far entrare all’interno della sede diplomatica, la polizia britannica. “L’Ecuador ha revocato illegalmente l’asilo politico concesso in precedenza in violazione del Diritto Internazionale”. E’ l’accusa lanciata da Wikileaks dopo l’arresto.


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Il ministro dell’Interno del Regno Unito, Sajid Javid, ha scritto su Twitter: “Circa sette anni dopo l’ingresso all’ambasciata dell’Ecuador, posso confermare che Julian Assange è attualmente in stato di fermo e affronterà la giustizia nel Regno Unito. Nessuno è al di sopra della legge”.

Il portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha commentato in maniera lapidaria la notizia dell’arresto del co-fondatore di Wikileaks. Su Facebook, la rappresentante della diplomazia di Mosca ha scritto: “La mano della democrazia strangola la gola della libertà”.

Il portavoce della presidenza russa, Dmitrij Peskov, ha detto ai giornalisti: “Sappiamo che è in stato di arresto a Londra, quindi non posso dire nulla ora. Speriamo che tutti i suoi diritti vengano rispettati”.

“L’arresto di Assange, dopo 7 anni di ingiusta privazione di libertà, è una inquietante manifestazione di insofferenza verso chi promuove trasparenza e libertà come WikiLeaks. Amici britannici, il mondo vi guarda, l’Italia vi guarda. Libertà per Assange”. Lo twitta il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano.




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