Parroco dice sì a legittima difesa: prima spara, poi perdona

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Questo, in sintesi, il pensiero di don Marino Ruggero

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«Quando un ladro si introduce in un’abitazione, il proprietario prova solo tanta paura. Il perdono? In quel contesto c’azzecca nulla». C’era anche don Marino Ruggero, parroco di San Lorenzo, al convegno sulla legittima difesa che si è tenuto lunedì sera a Villa Obizzi. Presenti una settantina di persone. Fra i relatori, il sindaco Filippo Giacinti, il suo vice Gregori Bottin, il senatore Andrea Ostellari e Franco Birolo, l’ex tabaccaio di Civè che sette anni fa sparò per difendersi. Oltre, per l’appunto, al sacerdote della frazione. «Parlo con la gente, non vado in cerca di facile consenso – ha detto – Non sono a favore del Far West. Certo è che chi subisce un’aggressione ha tutto il diritto di reagire. In quei frangenti il protagonista non è Gesù, ma il terrore. Va comunque detto che in caso di rapina o di violazione di domicilio occorre anzitutto allertare le forze dell’ordine».




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