L’economia si ferma, ma il Governo fa entrare 30mila ‘lavoratori’ immigrati

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Il decreto Flussi per i lavori stagionali 2019, prevede 30.850 ingressi. Di questi, 18.000 sono riservati a chi proviene da Albania, Algeria, Bosnia- Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, Etiopia, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, , Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia, Ucraina. Solo 100 sono riservati agli oriundi italiani residenti in Argentina, Uruguay, Venezuela e Brasile.

Roba da matti: invece di attuare una politica del ritorno, sul modello israeliano, pratichiamo l’africanizzazione del territorio. Anche se i numeri sono piccoli e si tratta di stagionali e altre tipologie.

Lo avevamo anticipato a febbraio:

Salvini dice sì a 30mila immigrati: “Solo da chi accetta i rimpatri”

Rimaniamo della stessa opinione.

L’Italia ha 5 milioni di disoccupati, che ci facciamo con altri 30mila immigrati? Certo, è un numero minimo, in qualche modo accettabile. Ma stiamo andando verso l’ennesima crisi globale, con l’Italia prevista a crescita zero: fare entrare lavoratori stranieri è demenziale. Anche perché, se continuiamo a rifornire sedicenti imprenditori con manodopera low-cost, non saliranno i salari e non verranno assunti italiani. Questo è marxismo 1.0, che dovrebbero conoscere anche quelli di sinistra.

Mesi fa, Salvini aveva promesso zero ingressi:

Salvini al PD: Ingresso lavoratori immigrati? Prima italiani

Perché in Italia ormai la grande massa degli ingressi avviene attraverso i ricongiungimenti familiari: la legge va abrogata, non si comprende perché il tema non sia stato affrontato con il decreto sicurezza. Quando entra uno, poi arrivano fino alla terza generazione di parenti. E’ senza fine.




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