Brigatista invitata dalla sinistra a Milano, vittima: “qualcuno si farà giustizia da solo”

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“O la magistratura inizierà a fare il suo dovere o finirà che prima o poi qualcuno si farà giustizia da solo”. Così Lorenzo Conti, figlio del sindaco di Firenze assassinato dalle Brigate Rosse nel 1986, protesta dopo l’invito a Barbara Balzerani, membro del commando delle Brigate Rosse che rapì e uccisa Aldo Moro, a presentare il suo ultimo libro in una sala di proprietà del comune di Milano.

“Ogni volta – si unisce Sandro Leonardi, figlio del caposcorta di Aldo Moro – rimango basito di fronte alla sfacciataggine degli ex terroristi”. Partiamo dalla semantica: non esistono ‘ex’ terroristi.

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Lorenzo Conti ha già presentato una denuncia contro la Balzerani per diffamazione per la frase “Quello di vittima è diventato un mestiere” che la brigatista pronunciò a pochi giorni dalla ricorrenza del quarantennale della strage di via Fani.

“La magistratura dorme – racconta all’agenzia Adnkronos Conti – non si sa che fine abbia fatto questa denuncia, forse sarà finita in qualche cassetto e lì rimane chiusa”. Oggi, poi, ilGiornale ha denunciato l’ennesimo ritorno dei cattivi maestri. A Milano, in una sala comunale, è stata infatti organizzata la presentazione di un suo libro. “Se questi sono i segnali che manda chi ci deve difendere – incalza poi – è chiaro che poi ci sia spazio per i brigatisti di presenziare a mostre, presentare libri e partecipare a conferenze, senza che questo crei scalpore”. Anche per il figlio di Oreste Leonardi, detto “Juno”, caposcorta di Moro assassinato nell’agguato del 16 marzo del 1978, gli ex terroristi non perdono mai occasione per insultare le vittime “con frasi inopportune e con un eccessivo protagonismo”.

In Italia, secondo il figlio di Lando Conti, c’è “un’enorme carenza istituzionale della magistratura” che, in casi come questo, “non fa il lavoro per cui è pagata”. Per questo ha scritto anche al ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, per sapere che fine abbia fatto questa denuncia, e al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per chiedere la chiusura del Cpa di Firenze, centro sociale in cui la Balzerani fu invitata a presentare il suo libro proprio nel giorno del quarantennale della strage di via Fani. “O la magistratura inizierà a fare il suo dovere – conclude accoratamente Conti – o finirà che prima o poi qualcuno si farà giustizia da solo”.

L’errore è stato non metterli tutti al muro quando era ora.




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