Raggi sfida i romani: 70 case popolari ai Nomadi

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Roma s’è svejata. E sarà difficile per la Raggi e la cloaca terzomondista e affarista rimetterla a nanna.

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Dopo Torre Maura la protesta anti-rom è arrivata a Casal Bruciato, ma ‘rischia’ di estendersi a tutta la periferia romana, dove i cittadini italiani sono costretti a convivere con il degrado portato da immigrati e zingari.

Questa volta la rabbia del quartiere contro un clan di zingari “regolarmente” assegnatari di un alloggio di edilizia residenziale pubblica del Comune al 90 di via Facchinetti. Quando i bosniaci, padre, madre e 6 figli, residenti al campo della Barbuta, domenica sera, provano ad aprire la loro casa con le chiavi consegnate venerdì dal Dipartimento Patrimonio e Politiche Abitative del IV Municipio, si accorgono che qualcuno deve avere cambiato la serratura, perché la porta non si apre.

In quale Paese, una casa popolare viene data a degli zingari abusivi con cittadinanza bosniaca invece che ad una famiglia locale? Nell’Italia con un sindaco come Raggi.

Chiamano un fabbro, ma alla fine devono andarsene, cacciati via al grido di «Vi bruciamo vivi, se entrate qui dentro vi ammazziamo».

Mentre alcuni funzionari minacciano la mamma italiana:

Casal Bruciato, mamma cacciata dalla Raggi in tenda: “Minacciano di togliermi la bimba” – VIDEO

Noemi F., 20 anni, romana, con un bimbo di 6 mesi e il marito. Tutti italiani, che schifo.

La dirigente del commissariato Sant’Ippolito, dopo una lunga trattativa (di cui sopra), la convince a uscire e a lasciare l’appartamento. Sotto il palazzo, nel cortile e in strada, si riforma un capannello di gente, gli abitanti che non vogliono i rom «le case datele ai terremotati dell’Aquila», scrivono in un cartello appeso a un balcone e gli attivisti di CasaPound che montano anche un gazebo. Noemi, intanto, con il compagno Simone V., si sistema in una tenda: «Da qui non me ne vado».

«La casa prima agli italiani», urlano i pericolosi estremisti sostenuti dai militanti di CasaPound, rinvigoriti dalla marcia indietro del Campidoglio a Torre Maura. «Alzando la voce, si vince. La casa è di Noemi».

La presidente del IV Municipio, Roberta Della Casa, è categorica: «Faremo questo braccio di ferro. Alla famiglia rom che, per paura, ha rinunciato a questa sistemazione, assegneremo un altro appartamento. L’occupazione da parte di Noemi è stata strumentale».

In serata, la sindaca Virginia Raggi rilancia: «Non abbiamo alcuna intenzione di cedere alla loro prepotenza», riferendosi a CasaPound, aggiungendo che «è paradossale che ad impedire l’ingresso in un appartamento siano gli stessi che occupano abusivamente un intero stabile in centro», sottintendendo il palazzo occupato in via Napoleone III dove vive una decina di famiglie italiane senza casa.

Per Noemi e compagno si profila una denuncia per invasione di edifici, per loro, non per gli zingari bosniaci che per anni hanno occupato La Barbuta, rubato e bruciato rifiuti per ottenere rame.

Intanto, i carabinieri, che avranno sorelle e mamme scavalcate in graduatoria da Rom, stanno lavorando all’informativa da inviare alla Procura sui fatti di domenica, sulla base della querela per minacce presentata da A. O. il capofamiglia bosniaco, supportato dalla volontaria responsabile-casa dell’Opera Nomadi. Famigerata Opera Nomadi.

Non è escluso che, a margine, la Procura torni a indagare per istigazione all’odio razziale, come a Torre Maura. Ma non possono indagare 60 milioni di persone per odio razziale: perché questo non è più un reato, è una rivoluzione.

Ad A. O., 61 anni, da venti in Italia, l’alloggio in via Facchinetti, int. 21 (sigillato dopo la protesta) era stato assegnato con determina dirigenziale 282/19 protocollata il 6 marzo. Sono 21 le famiglie di zingari che da ottobre, assistite dall’Opera Nomadi, sono state collocate in abitazioni popolari dall’Assessorato alla Casa al posto di italiani. Circa 70 le pratiche avanzate in due anni. Entro l’anno tutte dovrebbero avere un alloggio. Si tratta di profughi della ex Jugoslavia. Di una guerra finita quasi trenta anni fa! Invece di rimandarli indietro, questi li piazzano in case popolari.

«Il bando per le graduatorie è del 2012 e prevede 18 punti per chi proviene da centri accoglienza e campi rom».

Avete rotto il cazzo. Sfrattiamo la Raggi e i suoi zingari.

In strada ci sono i blindati delle forze dell’ordine, si temono scintille con il vicino centro sociale Intifada e scontri, la tensione resta alta tutta la notte. La presidente del IV Municipio, Roberta Della Casa, è categorica: «Faremo questo braccio di ferro. Alla famiglia rom che, per paura, ha rinunciato a questa sistemazione, assegneremo un altro appartamento. L’occupazione da parte di Noemi è stata strumentale». In serata, la sindaca Virginia Raggi rilancia: «Non abbiamo alcuna intenzione di cedere alla loro prepotenza», riferendosi a CasaPound, aggiungendo che «è paradossale che ad impedire l’ingresso in un appartamento siano gli stessi che occupano abusivamente un intero stabile in centro», sottintendendo il palazzo occupato in via Napoleone III. Per Noemi e compagno si profila una denuncia per invasione di edifici, reato per cui il decreto Salvini ha inasprito le pene, mentre i carabinieri stanno lavorando all’informativa da inviare a piazzale Clodio sui fatti di domenica, sulla base della querela per minacce presentata da A. O. il capofamiglia bosniaco, supportato dalla volontaria responsabile-casa dell’Opera Nomadi. Non è escluso che, a margine, la Procura torni a indagare per istigazione all’odio razziale, come a Torre Maura. Ad A. O., 61 anni, da venti in Italia, l’alloggio in via Facchinetti, int. 21 (sigillato dopo la protesta) era stato assegnato con determina dirigenziale 282/19 protocollata il 6 marzo. Sono 21 le famiglie che da ottobre, assistite dall’Opera Nomadi, sono state collocate in abitazioni popolari dall’Assessorato alla Casa. Circa 70 le pratiche avanzate in due anni. Entro l’anno tutte dovrebbero avere un alloggio. Si tratta di profughi della ex Jugoslavia. Nel solo IV Municipio insistono più di 800 alloggi popolari, «l’80% delle assegnazioni fatte riguarda italiani» ha specificato Della Casa. «Il bando per le graduatorie è del 2012 e prevede 18 punti per chi proviene da centri accoglienza e campi rom». Le famiglie numerose e con bambini sono avvantaggiate, perché gli appartamenti grandi sono di più di quelli piccoli.




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