Cento islamici sfondano confine orientale a Trieste

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Stanno arrivando le avanguardie della carovana islamica. Diversi gruppi di clandestini sono stati rintracciati dalla Polizia a Domio, frontiera orientale nella zona di Trieste, mentre scendevano dai boschi della val Rosandra nella mattinata di oggi.

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In tutto sarebbero un’ottantina. Quelli individuati. E’ probabile che quelli passati siano centinaia.

Al momento la Polizia, con il supporto dei Carabinieri, sta procedendo alle fotosegnalazioni degli irregolari.

Si conferma quindi l’allarme:

Invasione: 25mila islamici in marcia verso l’Italia

Urge ristabilire il confine con la Slovenia.

Ma il commissario Ue per le migrazioni, il greco Dimitris Avramapoulos, invita i paesi che applicano i controlli all’interno dell’area Schengen a fare un passo indietro.

“Se Schengen dovesse cessare di esistere, l’Europa morirà”, afferma Avramapoulos nel suo incontro con i giornalisti a Washington. Tra questi paesi, vi è la Germania: dal 2015 Berlino, dopo l’ondata migratoria straordinaria dovuta all’emergere della cosiddetta “rotta balcanica”, ha alle frontiere controlli riguardanti anche i cittadini dell’area Schengen.

Una manovra poi emulata da altri paesi: Austria, Danimarca, Svezia e Norvegia. Non a caso, tutte nazioni che sul finire del 2015 vivono l’incubo dell’arrivo di migliaia di migranti che risalgono la penisola balcanica. La decisione di introdurre maggiori controlli alle frontiere, arriva anche sulla scia degli attentati di Parigi del novembre 2015 e dalla successiva esigenza di maggiore sicurezza avvertita da molti cittadini.

La tendenza di introdurre più controlli anche all’interno dello spazio Schengen appare comunque aumentare. A cavallo delle elezioni europee, diversi governi del vecchio continente sarebbero pronti ad introdurre provvisoriamente controlli più rigidi alle frontiere. Tanto che uno degli ultimi atti del parlamento europeo uscente, riguarda proprio una mozione che impegna i futuri europarlamentari ad esaminare una norma volta a dare meno discrezionalità almeno agli Stati dell’Ue nell’applicazione di controlli più rigidi interni alle frontiere di Schengen.

“Non possiamo continuare così – continua poi Dimitris Avramapoulos, così come riporta l’AdnKronos – Lo spazio Schengen deve tornare alle normali operazioni perché è un approccio molto ingenuo credere che i controlli alle frontiere possano garantire maggiore sicurezza”.

Infatti lui lascia la porta di casa aperta, la notte. La verità è che Schengen è il parco giochi di trafficanti, clandestini, spacciatori, terroristi e puttane.




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