Cardinale africano sfida Bergoglio: “Dobbiamo fermare l’immigrazione”

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Nel suo terzo libro intervista, il cardinale della Guinea, Robert Sarah, evoca chiaramente il “collasso dell’Occidente”, la “crisi culturale e identitaria” che sta attraversando e i “processi migratori”. Una visione che contrasta con quella di Bergoglio. Forse perché dall’esterno si coglie meglio la catastrofe.

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“L’Europa sembra programmata per autodistruggersi”. Questo è il quadro allarmante descritto dal cardinale della Guinea, Robert Sarah, in The Evening Approaches e Already the Falling Day, il suo terzo libro intervista con il saggista Nicolas Diat.

Lì parla apertamente del “collasso dell’Occidente”, della “crisi culturale e dell’identità” che sta attraversando e dei “processi migratori”. “L’Europa vuole aprirsi a tutte le culture – che possono essere una fonte di ricchezza – e a tutte le religioni del mondo, ma non ama più se stessa”, denuncia.

Oò patto di Marrakesh, che “ci promette migrazioni sicure, regolari e regolari”, il prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti “temo che produrrà esattamente il contrario”. Una visione che contrasta con quella del Papa.

“Nel prossimo futuro, sappiamo che ci sarà uno squilibrio in Europa di una rara pericolosa situazione demografica, culturale e religiosa”, dice. “Dobbiamo fare di tutto perché gli uomini possano rimanere nei paesi in cui sono nati”.

Sarà razzista anche lui?




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