Arcivescovo di Pisa: “La moschea si deve fare”

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Sindrome di Stoccolma

L’arcivescovo di Pisa Benotto ieri è tornato alla carica con dichiarazioni a favore della moschea di Porta a Lucca.

A gennaio aveva già espresso una opinione simile, che gli fruttò l’elogio di giornali di estrema sinistra come il Manifesto, ma questa volta si è spinto oltre, recandosi in consiglio comunale e ha approfittato della visita pastorale per fare pressioni e interferire con la politica cittadina, senza tenere conto della volontà degli elettori.

Lo scorso giugno la maggioranza dei pisani ha votato il programma di mandato della giunta di centrodestra che prevede il NO a questo progetto, come giustamente ricorda anche l’ex consigliere Gianluca Gambini (Lega), uno dei fondatori del comitato No Moschea, che nell’estate del 2016 raccolse sotto un sole cocente ben 2650 firme per chiedere un LEGITTIMO referendum, poi impedito con vari sotterfugi ed espedienti dalla giunta del PD, guidata dall’allora sindaco Filippeschi,

L’arcivescovo di Pisa: “La moschea si deve fare”

Ma dove è finito il principio “libera chiesa in LIBERO STATO?”.
Non siamo una colonia del Vaticano: il potere dei papi-re e dei vescovi-principi non dovrebbe più esistere dall’epoca di Pio IX.

Ormai i prelati si occupano di tutto ciò che è politically correct, dall’immigrazione allo ius soli al cambiamento climatico, tranne che di cura delle anime.

E oltretutto ci sono delle inesattezze in ciò che viene detto: gli islamici residenti a Pisa, divisi in varie correnti e gruppi, dispongono già di alcuni luoghi di culto sebbene non “ufficiali” per cui non è vero che “non possono pregare”

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Ed è anche nemico dei gattini:

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