Profugo deluso: “In Italia si guadagna poco, torno in Africa”

Condividi!

VERIFICA LA NOTIZIA
Questo sedicente profugo proveniente dal Burkina Faso – dove non esistono guerre – da anni mantenuto a spese degli italiani, manifesta delusione e l’intenzione di tornare al suo paese (cosa che si spera faccia il prima possibile).

Nel frattempo ha ingravidato una sfigata del posto. Una tipo la moglie di Oseghale: ecco perché andrebbero sterilizzati gli individui con un QI sotto la soglia minima, perché danneggiano la società. E loro stessi. Ma non si può fare, sarebbe qualche -ismo che adesso non ci sovviene.

L’intervista al profugo deluso è uno spasso.

Perché hai deciso di venire in Italia?

Stavo studiando e non tutti hanno questa possibilità in Burkina Faso, io ho avuto questa opportunità. Ero un delegato dell’Università, ma nel 2007 è stato ucciso un giornalista, ogni anno gli alunni organizzano una manifestazione in suo ricordo e spesso ci sono scontri con le forze dell’ordine e danneggiamenti. Dei danni provocati dagli studenti siamo stati incolpati noi delegati, eravamo in 7, alcuni sono stati arrestati, ho preso la decisione di scappare perché ero ricercato. I miei genitori mi hanno spinto a lasciare il Paese.

Quindi è in Italia per fuggire il carcere.

Ad un certo punto avete deciso di attraversare il mare

Quando siamo arrivati sulla spiaggia io ero l’ultimo che è entrato sul gommone, io ero nel primo gommone, il mio amico era nel secondo. Siamo partiti alle 9 di sera, il giorno dopo la benzina del nostro gommone è finita, loro invece hanno continuato, noi eravamo dispersi, c’era un elicottero che girava sopra di noi. Sono arrivate due navi grandi, ci hanno salvato. Ci hanno portato prima a Lampedusa e poi a Caltanissetta, dove i migranti hanno litigato e distrutto il campo di accoglienza del Ministero dell’Interno.

Cosa hai fatto a partire dal 2011?

Ho fatto tanti corsi a Giarre, di mediatore culturale, sanitario, pizzaiolo, ristorazione, ma alla fine mi ha aiutato l’imprenditore Filippo Immè, che mi ha fatto fare un tirocinio.

Com’è andata la tua pratica nella commissione ministeriale?

Io ho ricevuto il diniego, sono qui grazie all’avvocato Riccardo Campochiaro, che ha vinto il ricorso facendomi ottenere la protezione sussidiaria.

Dopo quasi otto anni, cosa ne pensi dell’Italia?

Quello che pensavo dall’Italia non è quello che sto vivendo, pensavo a una vita migliore, ma ancora non mi sono integrato. Se lavori non ti pagano, ho fatto tutti i corsi. Se i cittadini decidono di accoglierti, ti aiutano, ma stiamo qui facendo i corsi e nessuno ci aiuta concretamente io da un lato sono deluso, dall’altro sono contento perché ho avuto mia famiglia e non finirò mai di ringraziare sua madre, che è la donna più corretta, che mi ha dimostrato un amore grande. A lei auguro tutte le fortune

Il tuo futuro?

Penso di tornare tra qualche anno nel mio Paese, io sono il primo figlio, mio padre sta diventando grande, io devo prendere tutte le informazioni per sostenere la mia famiglia dopo mio padre. Ho lottato per il mio futuro in Italia, ma adesso sono molto deluso.

In sintesi: questo è venuto qui, il Pd l’ha trasformato nel solito finto profugo grazie ad un avvocato impegnato nel business dell’immigrazione, imprenditori affaristi lo hanno assunto al posto di italiani in una zona dove il 50% dei giovani è disoccupata ed emigra, e ha ingravidato una sfigata locale.

Ora, tra qualche anno, visto che la pacchia è finita, torna da dove era fuggito. Perché non aveva motivo di farlo. non vi sentite presi un po’ per il culo?

Urge una diffusione capillare di arbre magique.




Lascia un commento