L’Onu vuole costringerci a frequentare gli immigrati

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Le Nazioni unite si oppongono ai movimenti identitari, equiparandoli ai totalitarismi. Come se difendere l'identità della propria nazione e il benessere del popolo fosse un pericolo per il mondo.

Posted by La Verità on Sunday, March 24, 2019

L’Onu, pochi giorni fa, ha deciso di alzare il tiro sul fenomeno politico più dirompente di questa fase storica, quello spesso accostato, a torto o a ragione, alle tragedie novecentesche: il sovranismo populista. L’istituzione sovranazionale per eccellenza, che non ha certo trovato i favori di Donald Trump e degli altri leader sovranisti occidentali, ha sostenuto, tramite l’Alto commissario per i diritti umani Michelle Bachelet, che una delle modalità utili a combattere l’avanzata elettorale dei populisti è quella d’incrementare le frequentazioni sociali tra i cittadini deputati a recarsi alle urne e coloro che migrano all’interno dei nostri territori.

Ci sarebbe, insomma, una correlazione tra il tasso di multiculturalismo presente in una determinata zona del mondo e la possibilità di porre un freno politico al populismo sovranista. A raccontare questa storia è stato pure il quotidiano La Verità. L’occasione buona per rilanciare quella che ha tutte le sembianze di una vera e propria campagna tematica è arrivata con la Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale. A sollevare il dibattito, anzitutto, è l’equiparazione che alcuni membri delle Nazioni Unite hanno operato: il populismo sovranista porta in dote episodi di discriminazione razziale.

E allora ecco l’ideona della sorosiana Bachelet perché dove i cittadini “hanno numerosi contatti con i migranti, il voto populista tende a essere molto più debole…”.

Da emeriti idioti confondono causa ed effetto: non è la frequentazione con immigrati a renderti meno ‘populista’, ma non l’esserlo a farteli frequentare.




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