Si converte all’islam per ‘amore’: massacrata di botte

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L’ennesima donna che si converte all’islam perché in crisi d’astinenza da manganello. E finisce per prenderlo, quotidianamente, in testa, il manganello.

Ha sposato un egiziano nel 2012 in Egitto, con rito islamico e con atto registrato al consolato italiano di Alessandria d’Egitto.

La trentacinquenne ha subito violenza sessuale, maltrattamenti, violenza privata, sequestro di persona, lesioni e percosse, tutti iniziati pochi mesi dopo le nozze e compiuti soprattutto a Taba, una cittadina che si affaccia sul Mar Rosso, al confine israeliano.

La coppia si era conosciuta lì per ragioni di lavoro, entrambi erano impiegati nel settore turistico.

Il primo episodio di violenza risale a settembre del 2012 quando la vittima scoprì che il marito la tradiva con una turista italiana (un’altra troia in astinenza): gliene chiese conto e per tutta risposta l’imputato le fece uscire la spalla dalla scapola. Tanto per gradire.

Nel 2013, a Sharm El Sheik, altre corna, altra lite e altre botte, cinghiate alla schiena in questo caso.

La trentacinquenne tuttavia non lo lasciò, anzi, raddoppiò: perché quando una è deficiente, lo è fino in fondo. E così rimase incinta e continuò a prendersi corna e mazzate anche durante la gravidanza (nel 2015 il coniuge le scardinò addirittura la mascella a furia di calci e pugni).

Lei felice, non lo lasciava.

A un certo punto in Egitto arrivò la madre della donna, pre meno deficiente della figlia, con cui l’imputato ebbe subito uno scontro: dall’indomani le due donne e il bimbo si ritrovarono rinchiuse in casa, senza chiavi e senza via d’uscita per ben tre giorni. Poi le liberò.

Tutto tornò di nuovo ‘normale’. Un giorno la vittima scovò foto porno e contatti bollenti su Facebook e fece l’errore di lamentarsi ancora. Il marito pensò bene di difendersi dai sospetti di adulterio stuprandola sotto gli occhi del piccolo che cercò di proteggere la madre senza però riuscirci.

Alla fine, perché anche le deficienti hanno un limite, la trentacinquenne prese il figlio e tornò in Italia. Arrivata a Malpensa si rivolse alla Polaria. E ora il caso andrà davanti al giudice del dibattimento.

L’errore è stato farla rientrare. Ti sposi un islamico per astinenza da manganello? Perdi la cittadinanza italiana per sempre.

Sopratutto se ti riproduci con lui.




3 pensieri su “Si converte all’islam per ‘amore’: massacrata di botte”

  1. Per un amore più ”tenero”…..è necessario….

    ……osservate i baresi…..cosa fanno ai polpi prima di divorarli….in compagnia di una bottiglia di birra Peroni…..infatti questi ”italiani” pugliesi….hanno molto in comune con l’islam del mio salam.

  2. Non ci si deve limitare a sbatterla…(ammesso ne valga ovviamente, l’erezione)…..

    …..ma bisogna batterla…… mandarla a battere…e a farsi sbattere altrove…..

    ….lo vuole allah

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