Senegalese terrorista: “Lo rifarei cento volte”

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Ousseynou Sy, nome corretto OUSSEYN OUSY, cioè Hussein Ousy, non si pente. Lo “rifarebbe cento volte”.

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Il senegalese che ha sequestrato un bus con a bordo 51 ragazzini non chiede scusa, anzi: rivendica la sua azione.

“Pentito? Nessun pentimento. Era una cosa che dovevo fare e che rifarei. Cento volte. Perché l’ho fatto? Per mandare un segnale all’Africa”. Questa la sua dichiarazione da terrorista umanitario ai magistrati.

Non teme il processo che dovrà affrontare: “Non fa niente, l’avevo messo in conto. Volevo un’azione eclatante, il mondo doveva parlare di me”, dice al suo avvocato.

Non è un folle. E’ un soldato della guerra razziale. Esattamente come Brenton Tarrant. Li ha armati chi ha voluto questo folle esperimento chiamato società multietnica.

Intanto, in carcere, gli altri detenuti lo vogliono morto. Per quelli stranieri, invece, è probabilmente un eroe.




Un pensiero su “Senegalese terrorista: “Lo rifarei cento volte””

  1. Per caso e’ Musulmano, che sarebbe comunque solo una aggravante al fatto che è inequivocabilmente negro e dunque al di fuori del progetto di Dio che ha dato l’Africa ai negri l’Asia ai gilli e l’Europa a Noi.

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