Di Maio si interessa di ‘sicurezza’, Salvini lo ignora

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Luigi Di Maio prepara l’invasione di campo. Il vicepremier di fatto adesso punta ad allargare le competenze ministeriali per la sicurezza.

Il tutto dopo l’attacco dell’autista senegalese che ha dato fuoco al bus a San Donato Milanese. Il vicepremier grillino di fatto sfida Salvini: “Siamo al governo insieme e lavoriamo per fare cose giuste. Credo che anche l’Italia debba iniziare a dotarsi di una National Security Strategy sul modello Usa. Ci sta lavorando il ministro Trenta, dietro la guida di Palazzo Chigi. Si tratta in sostanza di un documento di strategia di sicurezza nazionale”, ha affermato in un’intervista a La Stampa. Poi spiega la sua strategia: “Ormai la minaccia è cambiata. È più mutevole, ibrida, di fronte alla quale non possiamo continuare a ragionare individualmente, bisogna procedere in modo interconnesso tra Difesa, Viminale, Mit e altri ministeri, con Chigi e il coordinamento del Dis, il dipartimento dei servizi segreti. Questo ci permetterà anche di far fronte alla nuova minaccia cibernetica e mettere al sicuro le nostre infrastrutture strategiche”.

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Di Maio però non vuole parlare di sconfinamento: “Io – spiega – sono anche vicepresidente del Consiglio e leader della forza politica che ha più eletti in Parlamento, è naturale che mi occupi di temi che non riguardano solo i miei ministeri. Conta il fine, non il nome. Dobbiamo aiutare i cittadini e sono sicuro che la Lega la vede allo stesso modo. Conoscendo Salvini immagino sia felice di ricevere proposte concrete e ambiziose”. Infine lo stesso Di Maio ribadisce il suo piano per una nuova strategia sul fronte sicurezza: “Oltre ad una Nss sul modello Usa le proposte sono: una maggiore sorveglianza e un incremento dell’utilizzo delle tecnologie. I droni nella Terra dei Fuochi sono un esempio, possono essere usati anche per scovare mafiosi e latitanti. Non c’è solo la legge sulla legittima difesa, che è nel contratto e che se anche non entusiasma il M5s, la sosteniamo perchè leali”. E a Di Maio ha già risposto Salvini: “Di Maio vuole maggiore coordinamento sulla sicurezza, è preoccupato che le possa ‘togliere il lavoro’? Ma magari… non sono geloso. Il mio interesse è rendere più sicuro il Paese, quindi più siamo a contribuire alla sicurezza e meglio è”.

A parte la solita esagerazione del Giornale per mettere zizzania nel governo in funzione forzitaliota, voi affidereste la vostra sicurezza a Di Maio e alla Trenta? Noi non gli faremmo guidare nemmeno un autobus.

Grazie a Dio c’è Salvini. Che, a dimostrazione di come ormai non li calcoli nemmeno di striscio, neanche polemizza. Quando sei più forte, non hai bisogno di dimostrarlo.

Decide Salvini, o volete andare ad elezioni?

Ps. Prendere esempio da un sistema di sicurezza nazionale macchinoso come quello americano è da scemi. Il nostro sistema è migliore, il problema sono magistratura e leggi.




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