Delirio di Sy: “Volevo solo tornare in Africa, bimbi scudi umani”

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Sy delira sulle motivazioni del gesto e sul suo credo politico. E subito arriva la richiesta di una perizia psichiatrica

Portato nel carcere di San Vittore, il terrorista senegalese con cittadinanza italiana cerca di correggere il tiro, probabilmente istruito da qualche avvocato.

E’ nel carcere di San Vittore, Ousseynou Sy, l’autista senegalese 47enne che mercoledì ha sequestrato un bus con una scolaresca a Crema e tentato una strage di bambini italiani.

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Si definisce «panafricanista» e spiega la sua «filosofia» con lucidità e dovizia di particolari. «L’ho fatto per dare un segnale all’Africa, perché gli africani restino in Africa e così non ci siano morti in mare»: così ha spiegato le motivazioni del suo gesto, che meditava da tempo.

L’Occidente – ha ripetuto Sy – deve liberare l’Africa dalla sua oppressione». Sy ha riferito di essere un «panafricanista» e ha spiegato di sperare anche nella vittoria delle destre in Europa «così non faranno venire gli africani».

«Questa cosa l’avevo in mente da un po’, per dare un segnale», ha spiegato a chi lo ha visto in carcere. La sua speranza, ha raccontato, è che in Africa arrivi il messaggio di non partire. Da notare che lui è in Italia da molti anni, ha ottenuto la cittadinanza ed è stato sposato con un’italiana, da cui ha avuto due figli maschi che oggi hanno 18 e 13 anni.

«Volevo andare a Linate per prendere un aereo e tornare in Africa e usare i bambini come scudo»: così ha millantato, ribadendo più volte che non voleva fare loro del male. Solo bruciarli vivi. Potevi prendere un taxi: sembra esserci lo zampino di qualche avvocato.

Ma allora perché ha sparso benzina sul pullman che ha sequestrato? «Per evitare che i carabinieri potessero sparare», ha risposto. «Sono un genitore – ha aggiunto – non volevo fare male ai bambini». Ouesseynou Sy ha spiegato che mercoledì mattina, prima di sequestrare il bus, aveva già fatto un viaggio Crema-Treviglio con un bus doppio. L’attentatore lo ha detto per testimoniare che non voleva far male ai bambini. «Guido i pullman da 25 anni – ha detto -. Se avessi voluto far del male ai bambini lo avrei già fatto».

«Gli africani devono restare in Africa»
Sy si definisce «panafricanista»: la sua idea è che l’Europa si approfitti dell’Africa, fin dai tempi della colonizzazione, mettendo governi che fanno comodo all’Occidente, ed è per questo che gli africani sono costretti ad emigrare. Invece «gli Africani – ha sottolineato, a quanto riferito – devono restare in Africa ed è l’Occidente che non lo consente».

Una cosa evidente, è che abbiamo importato psicolabili. Questo è innegabile.

Ma Sy è il primo ‘terrorista umanitario’, che ha agito per aprire i porti in nome della Mare Ionio, come da lui confermato ai carabinieri.

Che ora cerchi di sminuire le proprie responsabilità fa probabilmente parte della strategia difensiva.

Se voleva andare a Linate e tornare in Africa, non aveva certo bisogno di sequestrare un bus carico di bambini e tentare di dargli fuoco. Chi crede e diffonde questa delirante tesi è un demente.




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