Violenza sessuale su 3 bambine: niente carcere per kebabbaro

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Palpeggiò tre tredicenni in paninoteca, pena ridotta da due anni e due mesi a un anno e otto mesi in appello per un pakistano titolare di una rivendita di kebab nel centro storico di Ronciglione. Sotto la soglia della sospensione della pana voluta dalle svuotacarceri del PD: significa niente galera.

Era il pomeriggio dell’8 aprile 2013 quando, secondo l’accusa, l’imputato, un cinquantenne, ha messo le mani addosso e tentato di baciare le ragazzine. L’uomo, denunciato in caserma dalle vittime, fu arrestato dai carabinieri e sottoposto alla misura dell’obbligo di dimora a Ronciglione, col divieto di uscire di notte.

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Nel 2015 è stato condannato in primo grado dal tribunale di Viterbo per violenza sessuale aggravata su minori. Pena ridotta ora a un anno e otto mesi dalla Corte d’appello di Roma, su ricorso del difensore Samuele De Santis.

Il pakistano sembra avesse preso in gestione la paninoteca da appena tre giorni quando si sono presentate le tredicenni che avrebbero ordinato delle patatine fritte. Il cinquantenne gliele avrebbe offerte gratis, una sorta di benvenuto, ma poi, cercando sempre maggiore confidenza, avrebbe tentato di palpeggiarle e baciarle nel negozio. Una delle vittime era anche stata molestata dietro il bancone, dove il cinquantenne l’avrebbe attirata con la scusa di farle vedere come si affetta il kebab.

“Siamo soddisfatti che la pena sia stata riformata sotto la soglia di sospensione. Avremmo voluto sentire le persone offese di nuovo in tribunale e su questo faremo ricorso in cassazione”, anticipa l’avvocato De Santis.

Chiaro tentativo di prescrizione del reato.




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