Questa mano ferita ha salvato i bambini dal terrorista senegalese

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Ha ragione il procuratore capo di Milano, Francesco Greco, a dire che il “miracolo” è stato possibile solo grazie a quei carabinieri “eccezionali” che sono riusciti a estrarre fuori dal bus i bambini prima che divampassero le fiamme.

L’autista forza il blocco, trascina la gazzella per diversi metri. Poi si blocca. I militari tamponati scendono dall’auto, spaccano il vetro posteriore del bus e traggono in salvo i 52 studenti. È un gesto eroico.

I carabinieri disarmano il senegalese mentre minaccia di uccidere due alunni presi ad ostaggio.

Tra i feriti ci sono anche tre carabinieri, oltre al militare ferito alla mano. A chi lo ha raggiunto in ospedale, il carabiniere confida di aver provato molta “tensione”.

“Quando l’autobus ha trascinato l’auto di servizio eravamo dentro”, racconta ai colleghi. “Siamo scesi con le pistole in mano, ma abbiamo deciso di non utilizzarle perché abbiamo visto una marea di bambini”. Il sangue freddo gli ha permesso, con invidiabile lucidità, di evitare “una strage”. E non è cosa da poco.




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