Da oggi, chi vuole aprire i porti è un terrorista

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“Ci ha ammanettati e ci minacciava. Diceva che se ci muovevamo, versava la benzina e accendeva il fuoco. Continuava a dire che le persone in Africa muoiono e la colpa è di Di Maio e di Salvini. Poi i carabinieri ci hanno salvati”.

Questo il drammatico racconto dei ragazzini sopravvissuti alla tentata strage di un senegalese con cittadinanza italiana per matrimonio (stendiamo un velo pietoso), che nonostante avesse precedenti per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale su minori, guidava il loro bus.

L’immigrato, un vero e proprio terrorista, voleva, con il suo gesto, vendicare i clandestini che non possono raggiungere l’Italia come ha invece fatto lui: voleva ‘aprire i porti’ bruciando i ragazzini italiani.

La sua è un’azione solitaria. Ma la sua è un’azione armata dai fondamentalisti dell’accoglienza: tutti quei dementi che hanno manifestato, ad esempio, a Milano. Loro sono i mandanti morali di questa tentata strage.

Ousseynou Sy è nell’album di famiglia di Majorino e di tutti i fanatici dell’accoglienza.

Ps. Vogliamo vedere se il magistrato che indagherà sullo stragista mancato contesterà l’odio razziale come nel caso di Traini: questo africano ha preso di mira dei bambini in quanto italiani. Con l’aggravante che, a differenza di Traini, non erano presunti spacciatori.

Se non contesterà l’odio razziale, sarà l’ennesima dimostrazione di come serva solo a silenziare chi si oppone alla sostituzione etnica in corso.




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