Protesta con vicini di tavolo maleducati: linciato perché sono gay

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Bizzarra vicenda a Senigallia. Un cliente si lamenta con i suoi vicini di tavolo, un gruppetto di gay, che stavano guardando ‘porcherie’ sul cellulare:

«Andate con le donne invece di starvene tra maschi a guardare le porcherie sul cellulare»

Ma leggiamo come il giornale locale racconta la vicenda:

Si sono seduti al tavolo in quattro e hanno ordinato un menù completo, ma quando sono arrivati a metà pasto quel pranzo tra amici in un ristorante di Senigallia ha preso una brutta piega. Colpa dell’atteggiamento aggressivo del cliente del tavolo accanto, sfociato in quella che loro hanno interpretato come una battuta omofoba. Quell’ «Andate con le donne invece di starvene tra maschi a guardare le porcherie sul cellulare», urlato nel mezzo della sala, ha irritato non poco i quattro ragazzi gay che, dopo il prolungato battibecco, hanno deciso di alzarsi e lasciare il locale. A rincarare la dose è stato l’atteggiamento del cameriere che, su richiesta del gruppo, ha confezionato in una borsa il resto delle pietanze ordinate. Peccato che mancavano alcune cose mentre il conto di circa 20 euro a persona è stato fatto pagare senza sconti.

A raccontare quello che è accaduto in quel pranzo di sabato è stato Sergio, uno dei quattro ragazzi coinvolti. Inizia dalla parte più recente, cioè le scuse arrivate via telefono dalla titolare del ristorante: «Era rammaricata, abbiamo passato almeno un quarto d’ora al telefono e ci ha anche invitato a pranzo una delle prossime volte. Ha detto che se ci fosse stata lei le cose non sarebbero andate in quel modo. Sia chiaro che in questa storia la colpa del ristorante è stata minima- specifica Sergio- diciamo che non hanno gestito bene la faccenda, ma il problema è stato causato dal nostro vicino di tavolo». Ma cosa ha scatenato la sua ira?: «Tra il primo e il secondo stavamo guardando un video sul telefono, era una puntata di “Ciao Darwin” e tenevamo il volume medio-basso pensando di non dare noia. Quell’uomo si è alzato e, urlando, ci ha detto di staccare il video, di pensare a mangiare perché a lui dava fastidio». Sono stati i modi, dice Sergio, a sconvolgere i ragazzi: «Quando è tornato a sedersi ha continuato a parlare con la moglie cercando però di farsi sentire da noi, diceva che eravamo maleducati e che se ci fosse stato qualche bambino poteva restare turbato dal fatto». Questa specifica battuta ha fatto scattare nel gruppo il primo campanello d’allarme. «Uno di noi si è girato e ha chiesto al tizio se non fosse arrivato il momento di smetterla, ma lui ha iniziato a urlare dicendo che invece di guardare il telefono avremmo dovuto consumare il pranzo consigliandoci di uscire con le donne invece che stare tra quattro maschi a guardare le porcherie sul cellulare». Battuta, quest’ultima, nella quale i ragazzi hanno letto un chiaro sfondo di omofobia: «Non ha mai pronunciato appellativi esplicitamente offensivi verso i gay, ma la percezione era quella altrimenti il discorso dei bambini non lo avrebbe tirato fuori. Io ho avuto un passato in Arcigay e per queste cose posso dire di aver sviluppato un sesto senso». Dopo il lungo battibecco i ragazzi hanno deciso che quello show era andato avanti abbastanza: «Abbiamo deciso di andare via e siamo andati dall’unico cameriere presente in sala, che ci ha dato dei maleducati e ci ha fatto pagare il conto per intero. La carne l’ha confezionata in una doggy bag come chiesto da noi, ma restava fuori il contorno, il dolce e tutto il resto senza che dal conto fosse stato scalato nulla». La telefonata di scuse della titolare, per il momento, ha chiuso la questione: «Si, almeno per quanto mi riguarda vorrei chiuderla qui» ha concluso Sergio.

Quindi, ora siamo passati dal ‘reato’ di ‘omofobia’, a quello di ‘reato’ di ‘intenzione omofoba’: questi sono fuori di testa.

Ma non finisce qui:

Dopo il caso del ristorante in provincia, arrivano comunicati di solidarietà e indignazione da parte di comitati e…

Posted by AnconaToday on Tuesday, March 19, 2019

No. Ci vuole il reato di idiozia. Con esecuzione sul posto.

E non esista una contrapposizione ‘normali’ conto ‘omosessuali’, ma un problema di maleducati e arroganti che usano il loro status privilegiato di ‘gay’ come arma.




Un pensiero su “Protesta con vicini di tavolo maleducati: linciato perché sono gay”

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