Non lo saluta: immigrato gli spezza tibia e perone

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Va al bar per comprare le sigarette e si ritrova con una gamba rotta.

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Ora va a processo per lesioni aggravate un tunisino. La “colpa” della vittima: non avergli rivolto il saluto fuori un bar di Acquapendente, Viterbo.

L’episodio è avvenuto il 15 dicembre 2017 all’esterno di un bar di Acquapendente.

“Sono andato al bar per comprare le sigarette e fuori il locale ho trovato due amici con cui mi sono intrattenuto – ha detto l’uomo in aula-. A un certo punto sento degli insulti e chiedo alle persone accanto a me verso chi fossero rivolti. Mi dicono che quelle parole erano rivolte a me e poco dopo sento spintonarmi da dietro le spalle”.

L’uomo a quel punto si gira per capire chi lo stesse spintonando: “Ho visto l’imputato e gli ho chiesto quale fosse il problema. Lui mi ha detto ‘ma che non mi saluti?’. Ma io quella persona non l’avevo mai vista prima”.

“Non so bene cosa sia successo, ma sono sicuro di non averlo toccato perché non ho avuto il tempo di reazione – ha detto in aula la vittima -. Ricordo che ero a terra e avevo un forte dolore alla gamba. L’imputato continuava a darmi calci nonostante fossi a terra”.

Quel che è certo è che la vittima aveva tibia e perone rotto e che, dopo un’operazione, ha dovuto affrontare una riabilitazione di 5 mesi e mezzo.

Percorso non ancora concluso dal momento che tra pochi giorni la vittima dovrà subire un secondo intervento per rimuovere la placca all’interno della gamba, conseguenza della prima operazione.

Ascoltata anche la barista del locale che ha raccontato di qualche bicchiere di prosecco, forse quattro, bevuti dall’imputato.

In aula anche la moglie della vittima arrivata al bar solo dopo il fatto: “Ho visto mio marito che perdeva sangue dall’orecchio e che c’era una persona che gli girava attorno sferrando ancora calci”.




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